Alessia e Livia Schepp, le due gemelline scomparse il 30 gennaio 2011
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IL CASO SCHEPP

Gemelle scomparse, riprese le ricerche: sono ancora vive?

Rapite dal padre Matthias a Saint Sulpice, paese nelle vicinanze di Losanna dove vivevano con la madre, il 30 gennaio 2011, finora non sono mai state ritrovate

Dove sono finite le piccole gemelline svizzere Alessia e Livia Schepp? «Forse sono ancora vive»: la tenue speranza che ha consentito di riprendere le ricerche e di verificare nuove piste. Rapite dal padre Matthias a Saint Sulpice, paese nelle vicinanze di Losanna dove vivevano con la madre, il 30 gennaio 2011, finora non sono mai state ritrovate.

Sono ancora vive, come si confida, o il padre le ha uccise prima di togliersi a sua volta la vita nei pressi della stazione di Cerignola? L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti, al momento, potrebbe essere l’uccisione delle bambine da parte del padre subito dopo il sequestro, il quale poi ha effettuato un lungo viaggio (che è passato per Francia e Corsica), prima di giungere in Puglia dove ha deciso di mettere fine alla sua vita. A seguito della separazione non accettata dalla moglie italiana, Irina Lucidi, originaria di Ascoli Piceno, Matthias si gettò sotto un treno della linea ferroviaria adriatica il 3 febbraio 2011, circa un mese dopo la sparizione delle sorelline. Il padre prima di compiere il tragico gesto aveva fatto recapitare alla ex consorte una lettera che lasciava intendere la brutalità dell’uomo: «Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto. Non le rivedrai mai più». Matthias Schepp era partito da Saint Suplice in direzione Marsiglia, da lì si era imbarcato per la Corsica. Certamente l’uomo aveva acquistato tre biglietti, e una donna ha confermato di aver sentito la voce delle bambine sul traghetto (non le ha viste, per cui la voce avrebbe potuto essere stata registrata dal padre).

Quando è tornato in Francia dall’isola, l’uomo sembrava solo, e ha proseguito il viaggio verso l’Italia. Ci sono comunque una serie di segnalazioni che ipotizzano conclusioni diverse della storia, e che alimentano la speranza di poter ritrovare un giorno le gemelline vive. C’è comunque la pista della Corsica che forse meriterebbe altri approfondimenti. Una rivelazione giunta nell’es ta te del 2013 ad un quotidiano sardo riportava la testimonianza di un avvocato sardo alla procura di Cagliari, nella quale riferiva di informazioni giuntegli da un carcerato, il quale avrebbe saputo che Alessia e Livia vivevano in un campo rom in Sardegna. Il fatto che le ultime tracce delle gemelline portavano in Corsica, distante solo poche miglia dalla Sardegna, aveva reso credibile questo indizio. A seguito della segnalazione sono state condotte ispezioni accurate nelle provincie di Nuoro e Oristano, ma di Livia e Alessia non si è mai trovata alcuna traccia. Non è dunque azzardato pensare che le due bambine siano vive. Schepp aveva fatto credere alla moglie con il suo messaggio agghiacciante “riposano in pace” di averle uccise, ma in realtà, forse, non ne avrebbe avuto il coraggio e potrebbe averle affidate a dei nomadi. Ma c’è anche altro. Le ultime notizie che mostrano una certa credibilità sono riconducibili a una lettera mandata alla redazione di “Chi l’ha visto” da un tipografo che afferma di aver stampato due passaporti falsi per le gemelline, probabilmente potrebbero essere a Ottawa, capitale del Canada, ma non sembra che nella città nordamericana ci siano elementi che possano avvalorare la tesi indicata nella missiva.

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