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IL CASO

Gelati alle stelle: il cono piccolo a 3 euro

Sale il prezzo delle materie prime e qualcuno, come Mara dei Boschi, ritocca il listino. Altri, come Silvano, resistono

Gelato, quanto mi costi. Addirittura tre euro: questo, ad oggi, il prezzo che è riuscito a raggiungere il cono piccolo, che certamente sta andando a ruba visto il particolare maggio torrido che stiamo vivendo a Torino, ma che rischia di provocare un retrogusto amaro in chi lo assaggia, di contrasto con la dolcezza di crema e cioccolato. Eppure, la soglia dei tre euro è stata raggiunta da diverse gelaterie della città, mentre chi ha ancora preferito non superare i 2,5 euro rivela che a breve dovrà farlo per forza, ritoccando i prezzi. Con buona pace dei clienti. A pesare, ancora una volta, è la corsa verso l’alto dei prezzi delle materie prime, lo zucchero su tutti. E così, che si tratti di gelaterie casalinghe oppure di grandi catene con più negozi in città, la soglia dei tre euro per il cono piccolo è già stata raggiunta.

Ad esempio da Mara dei Boschi, che a Torino ha punti vendita in centro, alla Crocetta e a San Salvario. Davanti alla gelateria di via Berthollet, la coda non manca, ma il listino parla chiaro: cono piccolo, tre euro, mentre chi vuole gustare il cono medio deve spendere 3,8 euro e chi non si accontenta e vuole acquistare il cono grande deve essere pronto a sborsare una cifra vicina ai cinque euro, cioè 4,8 euro. Poco meno di trenta euro, infine, per il cliente che desidera una vaschetta con un chilo di gelato: quasi trenta euro, 28 per essere precisi. Rincari esagerati? Forse, rincari inevitabili.

«Siamo stati costretti ad aumentare – spiegano dalla gelateria – e l’abbiamo già fatto a gennaio. Siamo passati da 2,8 a 3 euro per il cono piccolo, perché il costo delle materie prime è aumentato a dismisura». Materie prime di cui non solo è aumentato il prezzo, ma ora arrivano pure in ritardo. Può capitare di ricevere la merce anche dopo tre settimane dall’ordinazione, anziché una settimana come avveniva prima. E poi sono aumentati anche carta e cartone, materiali indispensabili per il confezionamento di vaschette e coppette. Aumenti legati ai rincari del gas.

Qualcuno che, a fatica, sta provando a resistere è Silvano, storica gelateria di via Nizza. Spiega Alessandra Girardello, la titolare: «Il cono piccolo per ora riusciamo a tenerlo a 2,50. Lo facciamo per venire incontro ai clienti, capiamo il momento difficile e abbiamo preferito non aumentare. Ma non resisteremo per sempre, ci stiamo rimettendo noi e se le cose non cambieranno in estate anche noi aumenteremo il prezzo». Poi fa la conta degli aumenti: «Lo zucchero è salito del 30%, il latte del 20%, e sono aumentati i materiali di confezionamento come la carta. E anche l’aumento della benzina ha inciso».

Dunque, una gelateria storica di Torino, per il momento sta resistendo, anche se non lo farà per molto: «Per il tipo di gelato che produciamo – prosegue la titolare – forse avremo già dovuto aumentare il prezzo. Usiamo pistacchio di Bronte, latte fresco, non quello in polvere o a lunga conservazione, anche gli zuccheri non sono quelli semplici ma di pasticceria. Nemmeno il caffè abbiamo aumentato, costa ancora 1 euro e 10 centesimi. Anche le coppe hanno un prezzo irrisorio rispetto a quanto dovrebbero essere. Per il cono piccolo, invece, nonostante il prezzo sia rimasto a 2,50 euro, qualche cliente che storce il naso e lo considera caro c’è. Eppure noi ci stiamo rimettendo».

A Torino, anche una famosa catena come Fiorio ha deciso, per il momento, di mantenere il prezzo di 2,50 euro per il cono piccolo e di non ritoccarlo a tre euro. «Ma molte persone si lamentano lo stesso del rincaro – spiegano dal punto vendita di piazza Castello – dicendo che il prezzo del cono è troppo alto. E pensare che non lo abbiamo aumentato a tre euro come hanno fatto altri, nonostante tutto adesso costi di più, anche le palette per le coppette, tanto per fare un esempio. Ritoccare il listino? Per il momento non ce n’è bisogno, non vogliamo gravare troppo sul portafoglio delle persone».

Tra gli aumenti, da segnalare anche il caro-bollette, che per quanto riguarda una gelateria va ad incidere se si parla delle macchine, che nel punto vendita sono sempre mantenute in funzione. E a fine mese, le bollette presentano parecchi zeri. Eppure, a Torino non tutti hanno aumentato i prezzi del gelato, qualcuno addirittura non li ha ritoccati da prima che scoppiasse la pandemia. Un modo per venire incontro ai clienti, anche se prima o poi il listino sarà ritoccato.

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