IL FATTO

Gazebo e camper per vaccini influenzali. Al Piemonte servono altre 500mila dosi

Per evitare l’assalto di pazienti agli studi dei medici di base si valuta anche l’impiego della Protezione Civile

Depositphotos

Gazebo, camper e centri di vaccinazione “mobili” sul territorio per evitare l’assalto agli studi dei medici di famiglia all’apertura della campagna per la vaccinazione antinfluenzale. E il piano a cui sta lavorando la Regione e che sarà presentato domani alle Asl insieme con la proposta di coinvolgere nel supporto logistico anche la Protezione Civile, dopo le preoccupazioni avanzate nelle scorse settimane dai sindacati dei medici di medicina generale che paventavano il rischio di un «caos» nei propri ambulatori a partire da metà ottobre. Nel frattempo, però, la Fondazione Gimbe ha suonato l’ennesimo allarme sulle scorte già aggiudicate dal Piemonte – 1 milione e 100mila dosi – che coprirebbero solo il 67,9% del fabbisogno della popolazione considerata “a rischio” dal Ministero della Salute.

La campagna vaccinale

«Stiamo valutando la possibilità di utilizzare delle strutture all’aperto, come gazebo o punti mobili, per alleviare il carico che si presenterà ai medici di famiglia una volta cominciata la campagna di vaccinazioni, così da evitare assembramenti, organizzando ingressi e uscite differenziate con un tempo di permanenza di dieci minuti a paziente per permettere di valutare l’eventuale insorgenza di reazioni impreviste o complicazioni» spiega il Coordinatore del Piano di prevenzione dell’Unità di Crisi Covid del Piemonte, Bartolomeo Griglio.

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