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Gatta ci Covid

Questa pandemia sarà ricordata per due cose: per aver provocato la morte di una percentuale insignificante di popolazione (in Italia 2 su 1000) rispetto allo sconquasso sociale, esistenziale ed economico che ne è derivato, e per aver dimostrato che nonostante tutte le nostre arie di superuomini che riescono a mandare i droni a scorrazzare su Marte non siamo ancora riusciti a stabilire con certezza come e dove è nato il morbo (Cina? Usa? Voluto? Sfuggito?), quanto e come muta (poche varianti? Migliaia? Resistenti ai vaccini, le nuove, o no?), come e dove si diffonde (per contatto? Inalazione? All’aperto? Al chiuso?) come si cura (plasma iperimmune? Anticorpi monoclonali? Idrossiclorochina? Eparina? Immunosoppressori?) e come ci si vaccina (una dose? Due? Forse tre? Con lo stesso vaccino o cambiando? E rimanendo immuni per quanto? E infettando anche da vaccinati o no?). Navighiamo nei dubbi, tra polemiche, manifestazioni, dichiarazioni contrastanti di scienziati, politici e giornalisti. Però bisogna dire che a confonderci le idee i nostri governanti ce la mettono tutta. Forse sono confusi come o peggio di noi, ma noi possiamo tacere e aspettare gli eventi, mentre loro qualcosa devono pur dire e fare. Ed è difficile battersi per il green pass al ristorante quando non sarà richiesto in alberghi, bagni, negozi, chiese, tram, autobus, treni, barbieri, fabbriche, uffici pubblici e privati. È arduo fare previsioni catastrofiche sulla terza ondata quando in Inghilterra il Covid cala nonostante il “liberi tutti” di un mese fa, l’Australia torna al lockdown e Israele inizia il terzo vaccino. L’acronimo di Covid dovrebbe essere Caos Opinabile Virus Indecifrabile Dipende.
collino@cronacaqui.it

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