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Economia
Energia da record, fino a 4 volte più cara

Gas, aumenti del 200%. Bollette luce alle stelle, a rischio 7mila attività

Si prospetta un autunno nero per imprese e consumatori Unc Piemonte: «Ogni famiglia spenderà 180 euro in più»

Il prezzo del gas in questi giorni ha raggiunto i massimi storici (per ora). Per dare una idea della folle corsa, bisogna pensare che soltanto a giugno era attorno agli 81 euro: oltre il 200% di aumento in due mesi. E un anno fa era sotto i 50. Con, a discendere, il prezzo dell’energia elettrica che, rispetto allo scorso anno, ha quasi quadruplicato il suo valore. Un salasso che sta mettendo in crisi i consumatori e le piccole imprese del nostro territorio che, causa caro bollette, hanno già ridotto la produzione e nei prossimi mesi faranno decisamente fatica a sopravvivere.

«La bolletta dell’elettricità del mio hotel è salita da 7mila a 32mila euro rispetto a luglio dell’anno scorso, ed è raddoppiata soltanto nell’ultimo mese. Se adesso arriva il caro gas agli imprenditori mancherà la liquidità» sottolinea il presidente di Confesercenti Torino, Giancarlo Banchieri che propone una strategia per aiutare i commercianti: «Bisogna aumentare subito il credito d’imposta dall’attuale 15% al 50%, estendendolo anche alle aziende più piccole. Altrimenti bisogna riversarsi sul consumatore. Io ad esempio per stare dentro con le spese dovrei aumentare il prezzo della vendita delle camere ma così facendo poi si perdono clienti». La presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa, propone invece: «un tetto massimo agli aumenti. Il governo – sottolinea Coppa – deve chiederlo all’Europa. Perché con questi valori le imprese soffrono, i consumi si restringono e difficilmente si arriverà all’autunno».

Il timore è proprio quello che molte aziende, non riuscendo più a pagare le bollette, chiudano i battenti per sempre. «Con questi prezzi ci sono sempre più imprese a rischio, 7mila in Piemonte, per un totale di circa 20mila lavoratori che saranno costretti a restare a casa – sottolinea il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici -, le imprese più a rischio sono quelle che sfruttano maggiormente l’energia, non soltanto le siderurgiche e meccaniche, ma anche le alimentari». Per dare un ordine di grandezza, se prendiamo a esempio un’azienda che consuma circa 10mila kWh in un mese, se sulla competenza di giugno ha sostenuto un costo di 2.700 euro come spesa pura di vendita (senza comprendere le perdite di rete, il dispacciamento, le spese di trasporto, le spese per oneri, e le imposte), sui medesimi consumi è presumibile che a luglio andrà a spendere 4.200-4.300 euro. «O si tratta di una patrimoniale indiretta oppure è una speculazione bella e buona – attacca il presidente di Confartigianato Piemonte -. Il governo ha fatto finta di occuparsi del problema ma deve riappropriarsi degli asset quali energia e credito e non e lasciare tutto in mano ai pirati dell’energia che a Bruxelles fanno il prezzo che vogliono».

Molto preoccupato è anche il presidente di Api Torino, Fabrizio Cellino: «Si sommano due fattori, l’atteggiamento aggressivo della politica monetaria e la nuova impennata sul gas. C’è chi dichiara che raddoppierà ancora per l’inverno e ci sono tante aziende che probabilmente non riapriranno perché con questi prezzi andrebbero in perdita. E non possono neppure alzare troppo i prezzi di vendita altrimenti perderebbero i clienti».

A rimetterci, oltre i lavoratori, sono anche i semplici consumatori che perdono sempre più potere d’acquisto. «L’aumento indiscriminato del gas rischia di comprimere ulteriormente potere d’acquisto e tenore di vita dei consumatori piemontesi» afferma l’avvocato Patrizia Polliotto, Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato il crollo della capacità di spesa delle famiglie sempre più povere: «Da gennaio a oggi, nel primo semestre, il pressing del caro utilities, inclusi carburante e maxi-inflazione, ha ridotto la capacità di spesa delle famiglie di circa 140 euro al mese. In un nucleo composto statisticamente in media da quattro persone, due genitori con figli a carico in età compresa tra i 10 e 20 anni – spiega la presidente di Unc Piemonte – prevediamo che da qui a Natale il caro-vita inciderà mensilmente per almeno 180 euro. Complice, per l’appunto, l’incremento inarrestabile del costo del gas, anche in vista dell’arrivo della stagione fredda».

A soffrire saranno anche «le attività artigianali di trasformazione alimentare, in cui il gas è materia prima irrinunciabile – aggiunge Polliotto – che rischiano di far lievitare i prezzi oltremisura perdendo clientela preziosa non più disposta, per ovvie ragioni di buonsenso, a strapagare cibi da asporto dolci e salati ormai sempre più appannaggio esclusivo di pochissime persone, o in rare occasioni di spesa mensili».

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