(foto di repertorio)
Cronaca
IL CASO. Un uomo fermato dalla Squadra Mobile per il ferimento di Vincenzo Di Bari lo scorso 4 giugno

Gambizzato dalle Vallette, un arresto: una vendetta per questione di donne

Il movente dell’agguato sarebbe legato a una vendetta. Il pregiudicato ferito aveva fatto da paciere in una storia di una donna contesa, ma evidentemente fallendo…

Colpo di scena nel giallo della sparatoria delle Vallette, dove rimase ferito Vincenzo Di Bari, 41 anni, pregiudicato, nella notte del 4 giugno scorso. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato fermato il presunto autore del delitto, V.M – il nome completo non è stato rivelato -, un pregiudicato italiano, già conosciuto dalle forze dell’ordine. La squadra mobile era sulle sue tracce da giorni. Nel giro delle ultime 24 ore gli ultimi pezzi del puzzle si sono incastrati e per evitare che l’uomo facesse perdere le sue tracce, è stato eseguito il fermo di pg. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Scafi, inizialmente ruotavano intorno alla pista del regolamento di conti. Il recente passato della vittima, che ha precedenti per rapine, ha portato gli inquirenti a rintracciare le sue frequentazioni. E il cerchio si è chiuso in fretta, con una sorpresa: il movente dell’agguato non sarebbe un credito non recuperato, o la punizione di uno sgarro fatto, ma una questione sentimentale. Ci sarebbe una donna contesa che avrebbe scatenato la rivalità tra due uomini. E la vittima, Di Bari, si sarebbe offerto per fare da paciere tra i contendenti. Ma l’ambasciata di Di Bari evidentemente non avrebbe funzionato. Nella diatriba, a cui avevano partecipato anche altre persone, qualcosa era degenerato. Fino a spingere alla vendetta. Erano da poco passate le 23 quando in viale dei Mughetti alcuni colpi di pistola avevano svegliato i residenti. Un’auto – mobile, parcheggiata in strada, era rimasta danneggiata da più spari, sulla fiancata. A terra, era rimasto ferito Di Bari. Un colpo lo aveva attinto sotto le natiche. L’uomo era stato ricoverato all’ospedale Maria Vittoria, dove era stato operato, e si era salvato. Da subito erano iniziate le indagini. Era chiaro, fin dall’inizio che si era trattato di un agguato, progettato per «dare una lezione». Nulla di casuale dunque. In apparenza, nessun testimone. In viale dei Mughetti Di Bari lo conoscevano tutti. Quel giovedì sera, prima di mezzanotte, qualcuno lo aveva atteso per sparargli. «Ma non lo volevano uccidere – aveva detto un residente – altrimenti lo avrebbero ammazzato». Si era ipotizzato che ad aspettare Di Bari non ci fosse solo un uomo. Troppi i colpi sparati, ma questo è un dettaglio ancora da accertare. La vittima, sorpresa in strada, avrebbe cercato riparo dietro alla vettura, ma un colpo andò segno, colpendolo al gluteo, sotto la schiena. I sicari se ne sarebbero andati senza correre. «Sicuramente Di Bari sa perché gli hanno sparato – aveva rivelato un uomo che vive in zona – non credo si sia trattato di un errore». Alle Vallette qualcuno aveva anche detto che poco tempo prima ci sarebbe stato un pestaggio: la vittima sarebbe stato un uomo che vive alle “torri”, poco distante. E forse Di Bari avrebbe avuto un ruolo…». Di Bari era stato arrestato nel gennaio del 2016 dopo una serie di rapine a mano armata. Era a piede libero da tempo e viveva alle Vallette. «Sembrava che le cose gli andassero bene», dice il residente. Poi qualcosa è cambiato.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo