(foto: depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Galli nella loggia

In questo inizio di 2022 siamo sempre a pane e Covid, coi morti che aumentano nonostante i vaccini mentre i soliti quattro immunologhi della loggia di rito televisivo antico e accettato impazzano sui media. Galli appartiene a quella loggia: ammalatosi nonostante 3 vaccini, è guarito grazie agli anticorpi monoclonali che sconsigliava a noi comuni mortali. Apostolo del protocollo “tachipirina e vigile attesa” (4 mesi fa aveva dichiarato all’Adn Kronos “parlare di cure anti-Covid alternative al vaccino è inaccettabile”), appena infetto è ricorso alle cure alternative. Punzecchiato sui social per quello, ha reagito da Marchese del Grillo: “Fosse per me i monoclonali non li avrei fatti – ha detto – ma i colleghi hanno insistito e alla fine avevano ragione loro. Dopotutto ho rischiato per anni, qualche diritto ad essere curato bene l’avevo acquisito”. Ah, sì? E allora se “alla fine avevano ragione loro” mandasse loro in Tv e lui si ritirasse a meditare in un chiostro. Senza contare che il “diritto ad essere curati bene” ce l’hanno tutti, non solo il personale di frontiera. Lui, poi, altro che frontiera: passa più tempo a farsi intervistare che a curare. Le interviste sono droga per i quattro immunologhi. Solo ieri su Radio 1 a “un giorno da pecora” Crisanti stonava la canzone “vecchio scarpone” come un alpino ubriaco. E alla Tv lui, Pregliasco e Bassetti ci avevano già inflitto a Natale il coro “sissì vax” sulle note di Jingle Bells. Questo è il menu, béla gent. Non si sa più a chi credere, ogni paese combatte il virus a modo suo. Biden, che aveva accusato Trump di aver affrontato il Covid con criminale leggerezza, ha già collezionato più morti di lui. Vanta porté pasienssa.
collino@cronacaqui.it

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