Pavel Nedved con l'ad Marotta
Cronaca
Nel 2010 i malviventi si impadronirono di gioielli, denaro e orologi per 450 mila euro

Furto in casa Nedved, confermata in appello la condanna del giardiniere

L’imputato era considerato il basista dei ladri. Alla scorsa udienza con una mossa a sorpresa la Procura Generale ne aveva chiesto l’assoluzione

La Corte di Appello di Torino ha confermato la condanna a un anno e otto mesi di carcere decisa in primo grado, per Flavio Vittone, il giardiniere della villa di Pavel Nedved per il furto commesso alla fine nel 2010 all’interno della proprietà dell’attuale vice presidente della Juventus. L’imputato, era considerato il basista dei ladri. Alla scorsa udienza con una mossa a sorpresa la Procura Generale aveva chiesto l’assoluzione del giardiniere. “Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza”, ha commentato Gianfranco Bertolino, avvocato dell’uomo.

UN COLPO DA 450MILA EURO
I ladri, approfittando di un periodo di vacanza di Nedved e della sua famiglia, entrarono nella villetta all’interno del Parco della Mandria, in provincia di Torino, e si impadronirono di gioielli, denaro e orologi per 450 mila euro. Qualche mese dopo il furto, la moglie dell’ex centrocampista bianconero aveva ritrovato nel cassetto del comodino i braccialetti ospedalieri dei suoi figli, un ricordo a cui la donna era molto legata e che i ladri avevano portato via insieme agli altri preziosi.

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