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IVREA I cinque giovani erano stati fermati prima di rapire un pensionato

Furti, rapine e un sequestro: banda della Mito condannata

Smantellata la gang che ha imperversato per mesi in tutto il Canavese

Rapine per scacciare la noia e avere soldi facili per la bella vita e un progetto di sequestro di persona non andato in porto solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Sono stati condannati i cinque componenti della “banda della Mito” di Ivrea. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina al tribunale di Ivrea dal gup Stefania Cugge. Le pene finali sono superiori alle richieste della pubblica accusa, rappresentata dal pm Chiara Molinari.

Pietro Bonino, 27 anni di Azeglio (avvocato Pio Coda) è stato condannato a 4 anni e sei mesi, Simone Tosatti (avvocato Filippo Amoroso), 28 anni di Montalto Dora a 3 anni e quattro mesi, e Giuseppe Grosso (difeso da Paolo Campanale), 23 anni di Ivrea a 3 anni e dieci mesi, Antonio Gili Tos, 22 anni di Vestignè (avvocato Enrico Scolari) a 3 anni, e Domenico Frammartino, 26 anni di Biella, ha patteggiato la pena convertita in lavori socialmente utili.

È il dicembre del 2016 quando gli investigatori del commissariato di Ivrea, coordinati dal vicequestore Gianluigi Brocca, fanno scattare il blitz contro la banda. Da mesi sono sulle tracce degli autori di ben quattro rapine compiute nel Canavese, in particolare l’ultima l’11 ottobre 2016 a mano armata ad un distributore di benzina di Montalto Dora, poi due furti ai danni di magazzini della Città Metropolitana a Palazzo e Borgofranco e, infine, per aver esploso colpi di pistola contro passaggi a livello ed un treno in transito.

Sembrano imprendibili, ma la troppa sicurezza li rende spavaldi e a tradirli sarebbero stati i vanti di Bonino sul proprio profilo Facebook con la foto che ritrae tre ragazzi con alle spalle l’Alfa Mito nera già usata nelle rapine. Gli investigatori li intercettano e scoprono che hanno in mente un “colpo grosso”: rapire e rapinare un pensionato di Montalto Dora a scopo estorsivo. Il giorno previsto per il colpo, però, la banda trova la polizia ad attenderli. L’ultimo complice, Frammartino, finirà in manette dopo qualche mese, nell’aprile di quest’anno. Le accuse per loro sono a vario titolo di rapina, furto aggravato, ricettazione e danneggiamenti.

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