Papa Francesco (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Fuoriclasse argentino

Mi dimetto, anzi, no. Almeno non prima dei prossimi due anni quando, testuale, «nominerò una donna a capo di un dicastero». Insomma, papa Bergoglio non smette di stupire e di «giocare d’anticipo, come la sua Argentina». Verrebbe da dire: un fuoriclasse a tutto campo, ben più di Leo Messi o Maradona. Francesco, nel corso della tradizionale intervista natalizia e in occasione del suo 87esimo compleanno (al quotidiano spagnolo ABC), ha reso noto che nei primi sei mesi del suo pontificato consegnò all’allora Segretario di Stato, il cardinale piemontese Tarcisio Bertone, una lettera nella quale annunciava le sue dimissioni da pontefice a fronte di un’infermità tale da impedirgli di guidare la Chiesa. Una facoltà, questa (ma non un obbligo), prevista dal nuovo codice di Diritto Canonico, varato da Giovanni Paolo II, di cui si erano avvalsi in passato sia Pio XII che Paolo VI, ma le loro “dimissioni preventive” non furono mai prese in considerazione, proprio per l’assenza di norme canoniche che regolassero la sede vacante con un pontefice ancora in vita. Francesco si è poi chiesto che fine abbia fatto quella lettera, verosimilmente consegnata da Bertone al suo successore Parolin e da questi al cardinale Camerlengo Sodano (poi deceduto) e, infine, a chi lo ha sostituito, il cardinale Farrel. Infatti, spetta al Camerlengo guidare la sede vacante dopo il decesso o le dimissioni di un pontefice. Ma Francesco non voluto concedere ai suoi detrattori troppo tempo per gioire, perché ha subito spiegato, sia pur in modo implicito, che per i prossimi due anni continuerà a sedere sulla Cattedra di Pietro, annunciando che, in questo lasso di tempo, nominerà la prima donna a capo di un dicastero, cioè ministro del governo della Chiesa. Una riforma della Curia “step by step”, quella di Francesco che ha già chiamato un laico, Lorenzo Fazzini, al vertice del dicastero delle comunicazioni, lasciando disoccupati una serie di porporati che ambivano all’incarico. E dopo Fazzini, sarà la volta di una donna che non necessariamente sarà una religiosa. Nell’intervista al quotidiano spagnolo, il papa che ha poi parlato della guerra tra Russia e Ucraina, ma anche del suo predecessore Benedetto XVI: «Lo visito spesso e vengo edificato dal suo sguardo trasparente. Vive in contemplazione. Ammiro la sua lucidità. È un grande uomo. È un santo». Infine, pur evocando le dimissioni e ricordando il suo malanno al ginocchio che spesso gli impedisce di camminare, Francesco ha annunciato il suo prossimo viaggio: «L’anno prossimo andrò a Marsiglia per l’Incontro del Mediterraneo». Naturalmente, sempre a Dio piacendo e poi… chissà che fine avrà fatto quella lettera, passata di mano in mano e forse dimenticata in qualche cassetto.

marco.bardesono@cronacaqui.it

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