Il bus Gtt costretto allo stop a Torre Canavese
Cronaca
TORRE CANAVESE

Fumo nel bus degli studenti: autista-eroe salva 30 ragazzi

La seconda volta in otto mesi sulla stessa linea Gtt per Ivrea

Anche il 29 settembre 2020 cadeva di martedì. Allora un bus Gtt della linea Rivarolo Canavese – Ivrea, carico di studenti, fu distrutto dalle fiamme divampate nel vano motoreTutti salvi grazie alla prontezza del conducente che fece immediatamente scendere ragazze e ragazzi nei pressi di Torre Canavese. Ieri la scena si è ripetuta: stessa linea, stesso conducente eroe e tanto fumo, sempre a Torre Canavese. Probabilmente diverse le cause, ma l’evidenza è quella di mezzi vetusti e non sicuri per gli studenti. Non una parola la scorsa volta da parte di Gtt e nessuna scusa. In quest’occasione solo uno scarno comunicato dell’azienda per dire che il conducente non ha usato l’estintore e che si è trattato di un problema di manicotti. Ma scuse neanche a parlarne. Dopo otto mesi si sono ripetute le identiche scene di panico, e i genitori dei ragazzi, corsi sul posto, hanno manifestato il loro sconcerto perché, hanno detto, «sembra che per Gtt i protocolli di sicurezza si fondino solo sulla buona volontà dei loro autisti». Gli studenti sono poi saliti su un altro mezzo che seguiva quello incidentato. «Qualcuno dovrà spiegare quello che è accaduto. E’ andato tutto bene, nessuno si è fatto male, ma poteva anche non finire così. Sufficienza e pressapochismo, come per la funivia del Mottarone, dove il gestore ha detto che la sicurezza non era di sua competenza. In questo Paese perché qualcuno si muova deve per forza scapparci il morto». Domande e proteste che verranno inoltrate con una lettera (e un esposto) a chi, secondo i genitori, è responsabile, per gli incarichi ricoperti, della sicurezza: il presidente di Gtt Paolo Golzio, l’ad Giovanni Foti, la consigliera Silvia Cornaglia e il dg Gabriele Bomfanti. Sempre che costoro non si trincerino dietro la frase diventata un tormentone sui social: «Sicurezza? Non è affar mio».

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