Nozze
News
VICO CANAVESE La vicenda ha avuto come protagonista una coppia di Settimo

Fuga dopo il pranzo di nozze: gli sposi non pagano il conto

Banchetto finito in tribunale: marito e moglie insoddisfatti del servizio

Prima hanno suggellato il loro amore con la cerimonia religiosa. Poi, dopo le foto di rito, hanno raggiunto gli amici, i parenti e i testimoni al banchetto nuziale. Ma alla fine, dopo la consegna delle bomboniere, due sposi di Settimo Torinese hanno deciso di ringraziare a loro modo i gestori del locale. Come? Non pagando il conto di qualche migliaio di euro. E ora quello “sgarbo” potrebbe costare loro molto caro, visto che i protagonisti sono stati citati in giudizio in tribunale a Ivrea per “insolvenza fraudolenta”.

I fatti risalgono al 4 maggio 2013. Dopo quasi cinque anni è iniziato il processo dopo che i titolari di un ristorante di Inverso, frazione di Vico Canavese, avevano deciso di chiamare i carabinieri e di denunciarli. La prima udienza si è però conclusa quasi subito, visto che la sposa ha avuto un problema di salute, portando così il giudice al rinvio.

I ristoratori, difesi dall’avvocato Stefano Boggio, vogliono a tutti i costi essere pagati, visto che quel giorno il pranzo è stato servito dalla prima all’ultima delle portate, compresa la torta nuziale, il caffè e gli amari. Quel giorno era stato anche implementato il personale, in modo tale da poter servire in modo efficiente e rapido ognuno degli oltre quaranta invitati con il ricco menù, dove ai piatti tipici della tradizione piemontese sono stati abbinati anche qualche piatto di pesce, per una varietà di portate.

«È vero, i miei assistiti non hanno pagato – commenta l’avvocato Alessandro Nicola, che assieme al collega Marco Morelli difendono la coppia di sposi – ma non sono stati contenti del servizio offerto dal ristorante per il loro matrimonio. In fase dibattimentale esporremo la nostra tesi, anche se reputiamo come questo processo non debba avere una rilevanza penale bensì civilistica. Se gli sposi vogliono pagare? Assolutamente sì, ma non la cifra che era stata pattuita prima delle nozze». Facile ipotizzare che, al netto di uno sconto, la vicenda finisca con il ritiro della querela e con il pagamento del conto.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo