Spettacolo Tempo Libero
Intervista a Eugenia Eiriz, direttrice generale della Fondazione

“Fuego”, da stasera a domenica al Teatro Regio il balletto di Antonio Gades e Carlos Saura

La passione conturbante del flamenco sbarca a Torino grazie a uno spettacolo travolgente: appuntamento alle 20

Da questa sera al 17 novembre, il fascino e la passione conturbante del flamenco coinvolgeranno il Teatro Regio di piazza Castello attraverso i bailaores e i cantaores di “Fuego”, il balletto di Antonio Gades (scomparso nel 2004) e Carlos Saura interpretato dalla Compañía Antonio Gades.

Traendo ispirazione dalla suite per balletto “El amor brujo” del celebre compositore Manuel De Falla, l’opera dispiega, infatti, mediante i movimenti sinuosi del corpo e la tellurica emotività del canto, l’amore tormentato tra Candela e Carmelo, ostacolato dalla folle gelosia dello spettro del primo amante della donna e la cui angustia sarà placata solo dalle seduzioni di Lucia, amica di Candela.

Creato nel 1989 come trasposizione teatrale di un lavoro cinematografico realizzato dal coreografo, compositore e regista Antonio Gades in collaborazione con Carlos Saura, “Fuego” tratteggia, dunque, i contorni del rapporto ineluttabile e perpetuo tra “eros” e “thanatos”: amore e morte, nascita e distruzione, qui strenuamente connessi nella catarsi salvifica espressa dal flamenco, che si articola in un climax di dolore e trova, infine, la propria foce nella purificazione conclusiva, resa, appunto, attraverso il rituale del fuoco.

Ne abbiamo parlato con Eugenia Eiriz Gades, moglie del coreografo e direttrice generale della Fondazione Antonio Gades.

Quali sono le vostre emozioni e quali aspettative nutrite nei confronti del pubblico torinese? Siete contenti di essere qui?

Molto: durante la pausa dalle prove, sono rimasta affascinata dalla struttura del teatro. E sentiamo una profonda responsabilità nel portare Antonio Gades in scena dopo lungo tempo: le aspettative sono molteplici e le emozioni profonde.

Quali sono i suoi ricordi circa le origini di “Fuego”?

Ricordi delle origini, purtroppo, non ne posseggo, dal momento che il matrimonio con Gades risale agli anni successivi alla sua creazione. In ogni caso, tuttavia, “Fuego” trae ispirazione dal lavoro di uno dei più importanti compositori spagnoli, Manuel De Falla, ossia il balletto “El amor brujo” (“L’amore stregone”, ndr): un’opera che ha influenzato profondamente Antonio Gades, che nella sua interpretazione ha desiderato creare una commistione tra le musiche di De Falla e il flamenco, espressione del popolo andaluso. È, infatti, molto speciale veder dialogare, sul palco, due tipi di sonorità così dissimili.

Qual è la bellezza di questo spettacolo? E quale il suo messaggio principale?

È un’opera che tratta non solo di amore, ma anche di ciò che si verifica in seguito alla morte: quando una persona scompare e, piano piano, viene dimenticata. È, quindi, una storia di passione e oblio.

Per quanto concerne, invece, il flamenco: qual è, secondo lei, il ruolo o il potere di quest’ultimo nelle nostre vite e nella nostra società?

Il flamenco possiede una valenza universale: in lui confluiscono, infatti, ballerini spagnoli, africani, europei, americani, e non solo. Il flamenco, poi, parla di libertà, amore, morte: argomenti che riguardano tutti gli individui, senza alcuna distinzione. Inoltre, sebbene giunga originariamente dalla Spagna, chiunque lo osservi ne comprende la natura ed è mosso da quest’ultima.

Infine, quale ricordo ha di Antonio Gades?

Sebbene non sia più presente fisicamente, lo spirito e la filosofia di Antonio Gades vivono ancora nei suoi ballerini e nelle sue coreografie: lui è sempre con noi.

Lo spettacolo, promosso dalla Fondazione Antonio Gades e diretto da Stella Arauzo, a partire dalle ore 20 vedrà muoversi, sul palco: Álvaro Madrid nel ruolo di Carmelo, Esmeralda Manzanas in quello di Candela, Miguel Ángel Rojas nelle vesti dello spettro e Raquel Valencia in qualità di fattucchiera, ai quali si affiancheranno, inoltre, tredici ballerini, quattro cantanti e due chitarristi. A dirigere le musiche di Manuel De Falla eseguite dall’Orchestra del Teatro Regio vi sarà, invece, il maestro Miquel Ortega.

Da domani al 17 novembre, poi, il Museo Nazionale del Cinema e il Lovers Film Festival, unitamente alla Fondazione Antonio Gades e alla Filmoteca Española, proporranno – con la supervisione del regista e attore spagnolo Enrique del Pozo e la collaborazione del Teatro Regio – un omaggio a Carlos Saura e Antonio Gades, ospitato presso il Cinema Massimo di via Verdi. Qui, infatti, sarà proiettata la trilogia sorta dalla loro relazione amicale e professionale: “Bodas de sangre”, il 15 alle 18.30; “Carmen Story”, il 16 alle 20.30; e “El amor brujo”, il 17 alle 20.30. Per informazioni dettagliate: http://www.cinemamassimotorino.it/

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo