FrittoMisto
I gusti di una volta
IL PIATTO FORTE

Fritto misto alla piemontese con carne, verdure e semolini

Una volta le componenti base erano le interiora. I pezzi sono 24

Piemonte, vera terra di fritto. Sì che in Italia si frigge un po’ di tutto, e specialmente il pesce; ma in nessuna regione del Belpaese si ha un fritto così vario e così imponente come quello subalpino. Fritto per intenditori, perché non è particolarmente noto al di fuori dei confini regionali, e anche al di qua del Ticino il fritto alla piemontese non è diffusissimo. Nei ristoranti scarseggia, vuoi per la difficoltà di preparazione (ogni pezzo inoltre ha bisogno da specifica cottura, per questo è necessario preparare diverse padelle d’olio di frittura!), vuoi per la scarsità delle materie prime, visto che molti componenti essenziali del megafritto sono in realtà particolarmente difficili da reperire in grandi quantità, vuoi perché alcuni pezzi possono non piacere ai palati delicati.

La soluzione sarebbe la preparazione artigianale, ma nuovamente si va incontro a problemi tecnico-logistici. E dire che una volta il fritto alla piemontese era di preparazione più facile, in quanto le componenti base – le interiora – erano nient’altro che il prodotto di scarto della macellazione degli animali. In epoche in cui la vita contadina era dura e non bisognava sprecare niente, le interiora assurgevano a una più felice sorte facendo da protagoniste in un piatto che nulla aveva di speciale: era un modo come un altro per non sprecare niente. Poi, venne qualche creativo, forse originario del Monferrato (la tradizione vuole che il fritto nasca nell’antico territorio del Marchesato) che creò la ricetta del fritto alla piemontese, unendo alle interiora e alla carne un po’ di verdura (per rendere il tutto più leggero) e il dolce, per lavare la bocca.

Così, ecco a voi l’unica frittura in Italia che contiene tutto: dal salato fino al dolce, spaziando per i prodotti di eccellenza del territorio come i baci di dama, gli amaretti e i semolini rigorosamente fritti. Non ci si lascia scappare proprio niente. La ricetta originale (ma davvero esistono le ricette originali?) prevederebbe 24 pezzi, uno diverso dall’altro. Ma poi ognuno inventa ciò che vuole, perché il bello delle ricette è la creatività e, nello spirito di questo piatto unico, anche il riciclo degli scarti della cucina. È giusto così, e d’altronde una volta in padella tutti i componenti del nostro fritto sono davvero buoni.

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