Fregati dalla regina

Di regale questa donna un po’ in carne, ritratta di fronte a una baracca, non ha proprio nulla. Ma tra dicerie raccolte nel campo di via Germagnano e la fantasia dei cronisti, Sena Halilovic è diventata la regina degli zingari. E da un po’ sappiamo pure il perché: tra furti in grande stile in cui era impegnata tutta la sua numerosa famiglia, questa finta massaia ha raccolto almeno quattro milioni di euro. Forse più, visto che se a Torino si è sempre accontentata di una baracca di legno in via Germagnano, meritando persino gli assegni famigliari dal Comune, in Bosnia, per essere più esatti a Mostar aveva un villone bunker. Meglio una sorta di castelluccio che avrebbe fatto invidia persino ai Casamonica e che le ha costruito addosso una sorta di leggenda. Che, a dire la verità, non fa che mostrare le falle del nostro sistema giuridico e assistenziale, a cominciare dai “regali” accordati dal Municipio che, oltre a considerarla nullatenente, pagava gli assegni famigliari. Settantamila euro sottratti purtroppo a chi ne aveva davvero bisogno. Ma il peggio sta nel fatto che di quel tesoro di oltre 4 milioni, se va bene, se ne sono recuperati poco più di quattrocentomila. Il resto si è volatilizzato. E il castello? Beh, quello non è pignorabile visto che la regina, abilissima negli alias, lo ha intestato a una persona inesistente. Cornuti e mazziati, lasciatemelo dire. Eppure della vicenda ne parliamo in positivo, con un plauso alle forze dell’ordine. Già perché con queste leggi e leggine che giocano contro e proteggono i delinquenti, per fare gli investigatori bisogna proprio essere bravi. Come nelle fiction. Un po’ Schiavone e un po’ Montalbano.

fossati@cronacaqui.it

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