AL DIFFERENT

Ecco Freddie Ferdinando Mercury: «Io, dopo “Bohemian Rhapsody”»

A tu per tu con il fondatore della tribute band dei Queen che sabato si esibisce dal vivo

(foto Emanuela Venneri - Black Moon Photographer)

Si può essere se stessi nei panni di qualcun altro? Si può seguire i propri istinti anche se per metà della propria esistenza ci si fa chiamare in un altro modo? Probabilmente sì, se per una serie di coincidenze, o forse in questo caso sarebbe meglio chiamarle passioni, ci si ritrova a interpretare “la via degli altri” in maniera così convincente da farne addirittura una professione. E’ il caso di Ferdinando Altavilla, cantante, musicista, autore, compositore, scenografo, disegnatore progettista milanese, fondatore della MerQury Band, la prima tribute band dei Queen nata nel lontano 1992. Una fra le più apprezzate – conosciuta dallo stesso gruppo inglese – che, trascinata dal successo del film di Bryan Singer “Bohemian Rhapsody”, sta vivendo in questo 2019 una sorta di consacrazione così come tutto ciò che ruota in questi mesi intorno alla figura del divino Freddie Mercury. Nel suo lungo tour per il Belpaese la band farà tappa a Torino proprio sabato 9 febbraio ospite della “Bohemian Rhapsody Night” al Different di corso Vittorio Emanuele II 21 (345.5924860).

Un altro sold out che si avvicina. Come sta vivendo questo momento?

«Ovviamente questo per noi è stato un anno strepitoso – racconta Ferdinando pizzicato in uno dei pochi momenti liberi – noi abbiamo 27 anni di esperienza alle spalle, ma devo confessare che il successo di “Bohemian Rhapsody” ci ha dato un ulteriore scossone».

Che in termini di dati cosa significa?

«Significa che da qui a settembre, per esempio, ho già un calendario di concerti confermati. Non è una cosa che capita spesso, e siamo solo a febbraio».

Ma lei riesce a vivere solo di “Queen”?

«Sì, questo per me e per la mia band è l’unico lavoro. Riusciamo a vivere di musica».

Cosa faceva prima?

«Disegnavo videogiochi, ero un grafico, insomma, proprio come Freddie, visto che coincidenza?».

Ce ne sono altre?

«Sì, certamente. La somiglianza fisica, quella vocale e i denti… Anche io ho i denti sporgenti e da bambino soffrivo per questo mio difetto, mi prendevano tutti in giro, ma poi si è rivelata la mia fortuna. Come per Freddie».

Quando ha visto “Bohemian Rhapsody”?

«Il giorno stesso in cui uscì. Fummo chiamati come ospiti ad aprire le proiezioni di diverse multisala. Ricordo che quando mi misi al piano per suonare proprio “Bohemian Rhapsody” molte persone rimasero sorprese pensando che si trattasse di un video».

Si sente davvero un po’ Freddie Mercury?

«Mi sento creativo come lui. Lui era uno sempre controcorrente e un artista fuori dalle regole. Questo amo di lui e mi fa sentire simile a lui».

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