IL CASO L’avvocato ha fatto causa alla mamma di Samuele

«Franzoni non paga»: Taormina pignora la villetta dell’orrore

Il penalista vuole far eseguire una sentenza: «Ha stabilito che mi deve oltre 450mila euro»

La posizione, in cima alla strada asfaltata di frazione Montroz, è incantevole. Meravigliosa la vista sulla piana di Sant’Orso imbiancata dalla prima neve. Questa, però, resta per tutti la casa degli orrori. E i turisti che ancora oggi si fermano a Cogne apposta per vedere con i propri occhi e scattare una foto da mostrare agli amici, dimostrano che diciassette anni non bastano a spegnere i riflettori.

Ad accenderli, l’ultima volta, era stata Annamaria Franzoni, avvistata sulla scena del crimine per cui è stata condannata a sedici anni qualche mese dopo la scarcerazione. La visita, ovviamente, aveva scatenato le più svariate reazioni. Poi, passata la buriana, la villetta in cui il 30 gennaio 2002 venne ucciso il piccolo Samuele Lorenzi era tornata a essere un monumento abbandonato ai primi posti della classifica del turismo dell’orrore.

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