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Cronaca
La merce era prodotta in due laboratori a Settimo Torinese e nel quartiere Barriera Milano a Torino

Foulard, mascherine ed altri gadget con marchi pirata: scoperta la fabbrica del falso d’autore [FOTO e VIDEO]

Gli articoli “griffati” Gucci, Chanel, Louis Vuitton e Armani venivano messi in vendita online a 80 e 7 euro. Blitz della Finanza: denunciate nove persone

Marchi prestigiosi. Griffe del calibro di Armani, Chanel, Gucci, Burberry, Louis Vuitton. Solo alcuni dei prestigiosi brand del lusso che venivano falsamente riprodotti su mascherine ed altri accessori di abbigliamento, scoperti dalla guardia di Finanza di Torino nel corso di un blitz che ha visto impegnati gli uomini della compagnia di Chivasso, entrati in azione insieme alle “fiamme gialle” del Gruppo Pronto Impiego di Torino, a Settimo Torinese e nel quartiere torinese di “Barriera di Milano“.

L’INDAGINE DEI “BASCHI VERDI”
Qui, infatti, i “baschi verdi” hanno individuato due laboratorisartorialifuorilegge ricavati all’interno di abitazioni private e un esercizio commerciale gestito da persone di etnia asiatica che vendevano mascherine di tessuto e articoli recanti marchi pirata.

GADGET PROPOSTI SUI SOCIAL
L’indagine della Finanza è partita dall’individuazione, su alcuni social network, delle pagine a tema gestite da due donne ove venivano pubblicizzati e offerti i prodotti illeciti. Mascherine ma anche foulard, pochette, borsette e copri agenda i gadget più richiesti.

ARTICOLI TRASFORMATI IN CAPI ALLA MODA
I due “ateliers” erano gestiti da una coppia di 50tenni italiane le quali, attraverso l’impiego di macchinari all’avanguardia, confezionavano vari accessori di abbigliamento e dispositivi di protezione individuale, apponendo sugli stessi loghi contraffatti di marchi internazionali, così da trasformarli in ricercati articoli alla moda.

“PEZZI” VENDUTI A 7 ED 80 EURO
Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 600.000 i marchi contraffatti a “stampa sublimatica diretta su tessuto”, unitamente a migliaia di metri di filato ed a 3 macchinari necessari alla cucitura e al confezionamento dei prodotti falsi. Una quarantina le case di moda del lusso oggetto dell’illecita riproduzione sulle mascherine in tessuto, che venivano vendute a 7 euro l’una oppure in kit comprendenti anche sciarpa e pochette al prezzo di 80.

PEZZI SPEDITI IN TUTTA ITALIA
I beni recanti false indicazioni, all’occorrenza, in base alla richiesta, venivano confezionati in poche ore e spediti tramite corriere in tutta Italia. Le successive investigazioni avviate dai militari della Finanza hanno consentito di individuare, dapprima, un negozio gestito da cittadini dell’estremo oriente ove, oltre a numerose mascherine recanti marchi contraffatti, sono stati sequestrati 80 mila accessori di abbigliamento ornamentali posti in vendita con segni mendaci in relazione alla loro composizione in perla, zircone, ematite e grafite, nonché oltre 1.000.000 di articoli di bigiotteria e accessori di abbigliamento non sicuri, in violazione del Codice del Consumo e, poi, i fornitori dei tessuti utilizzati per la produzione dei beni contraffatti, dislocati in varie zone del territorio nazionale.

PERQUISIZIONI ESTESE ANCHE IN ALTRE PROVINCE
Nel prosieguo delle indagini le perquisizioni disposte dalla locale Procura della Repubblica ed eseguite in provincia di Prato, Vicenza, Viterbo, Napoli e Caserta, hanno consentito di accertare le responsabilità dei fornitori dei tessuti e dei semilavorati, permettendo di sequestrare oltre 1 milione di ulteriori marchi contraffatti a stampa sublimatica diretta su tessuto, circa 350 mila mascherine facciali con segni mendaci di conformità ovvero non conformi alle vigenti prescrizioni, 180 mila filtri in TNT, nonché numerose schede tecniche di conformità, in lingua francese, mendaci e 25 macchinari industriali (tra cui plotter, macchine taglia-cuci e stiratrici).

DENUNCIATE NOVE PERSONE
Nove sono le persone denunciate all’A.G. torinese per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti o mendaci. L’avvenuta commercializzazione dei beni avrebbe consentito di realizzare un volume d’affari superiore a 3 milioni di euro. L’operazione rientra nell’ambito della quotidiana azione di contrasto alla contraffazione e alla vendita di prodotti non sicuri realizzata dalla guardia di Finanza attraverso il controllo economico-finanziario del territorio, al fine di tutelare non solo i consumatori e la loro salute, ma anche il diritto d’autore, gli imprenditori onesti ed i poli produttivi che rispettano le regole eliminando pericolose distorsioni delle corrette dinamiche dell’economia di mercato.

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