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Cronaca
IL FATTO

Fotografo di None perde la vita alla Dakar: travolto da un concorrente

Livio Fassinotti di 69 anni era in Arabia per seguire la corsa. Lo scatto fatale sotto gli occhi dell’ex allenatore del Torino, Ezio Rossi, che ha detto: «Ci eravamo appena conosciuti»

«L’ho visto morire davanti ai miei occhi…», sono le parole drammatiche dell’ex allenatore del Torino Ezio Rossi che in questi giorni, come tifoso, segue la Parigi-Dakar. Rossi è stato testimone dell’incidente mortale che ha coinvolto Livio Fassinotti, 69 anni, investito e ucciso da un camion in gara, mentre stava scattando alcune fotografie. Le generalità della vittima sono state rese note solo nel pomeriggio di ieri, dopo che i carabinieri avevano avvertito la famiglia Fassinotti che vive a NoneL’uomo, appassionato di viaggi e fotografia, si era recato con la carovana della corsa per seguire alcune tappe. Autore di libri e innamorato dell’Africa e dei deserti, Livio Fassinotti aveva pubblicato album pregiati di immagini scattate durante i suoi viaggi in medio oriente e nel “continente nero”. Molto conosciuto a None, il piccolo centro che lui era solito definire come «el buen retiro», era molto impegnato nelle attività di volontariato e aveva presentato alcuni suoi lavori editoriali e fotografici anche nelle scuole. «Spiace che la sua passione per il deserto, per la Parigi-Dakar, sia stata fatale. Mi unisco al dolore e porgo le condoglianze alla sua famiglia», è stato il commento della sindaca di None, Loredana Brussino. «Questa foto me l’ha scattata lui – spiega Ezio Rossi sui social postando l’immagine – dieci minuti prima di lasciarci. Ci eravamo appena conosciuti; mi avevi raccontato della tua passione per i motori e per il deserto. In pochi minuti ho capito che eri una bella persona… Poi sei andato di corsa sull’altra duna per scattare una foto maledetta. Ciao Livio, riposa in pace». Investito dal camion guidato da un pilota della Repubblica Ceca, Fassinotti è rimasto ferito gravemente e un elicottero lo ha trasportato in ospedale a Riad, dove, però, è giunto cadavere. Secondo una prima ricostruzione effettuata sul posto, Fassinotti si sarebbe inginocchiato dietro a una duna per effettuare alcuni scatti fotografici, ma rendendosi praticamente invisibile al pilota del camion. «Quando il mezzo pesante ha oltrepassato l’ostacolo – hanno spiegato i testimoni -, ha sollevato un’enorme nube di sabbia e chi era al volante non si sarebbe accorto di aver investito una persona». Su Internet circola un video nel quale si sente la vittima gridare frasi di dolore dopo l’investimento, lo si vede mentre prova a rialzarsi per poi caracollare. La tragica vicenda si è consumata durante le fasi finali della tappa di martedì, quando la pista era ormai ridotta a una serie di solchi sabbiosi dopo il passaggio di centinaia di veicoli. Lungo il percorso sono presenti alcuni punti dai quali si può assistere alla gara in modo sicuro, ma in molti, troppi, spesso oltrepassano le transenne per avvicinarsi il più possibile alle vetture in gara.

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