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Buonanotte

Forse le chiappe resteranno chiare

Stiamo entrando in un’estate complicata causa Covid. Non per la possibile infezione (il virus è mutato e si sta spegnendo), ma per le assurde norme volte a prevenirla, imposte dai politici per il principio di precauzione, a loro così caro (“non so se i divieti servano, ma intanto io li metto per pararmi da future accuse”) e accettate dai cittadini terrorizzati ad arte (“attenti, ci sarà presto la seconda ondata, non abbassate la guardia”). E dove andranno i pochi italiani (il 50%, pare) che potranno permettersi le vacanze? Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare? Màh… l’ombrellone costerà 50 euro al giorno, non si potranno spostare lettini e poltroncine, né stendere teli sulla sabbia, né togliere la mascherina tranne che sulla sdraio e in mare (l’ingresso al quale sarà ‘contingentato’), niente giochi e bambini fermi accanto ai genitori. Chi andrà mai a farsi pelare in spiaggia a queste condizioni da gulag? Meglio andare in montagna, possibilmente nelle valli piemontesi. Son queste le cenerentole che ne hanno bisogno, più delle già ricche vallate valdostane, lombarde e dolomitiche. Intanto il 31 maggio scorso dall’Annunziata il prof. Zangrillo, direttore di terapia intensiva al San Raffaele di Milano, ha detto che il Covid dal punto di vista clinico non esiste più, che gli ultimi tamponi eseguiti hanno registrato una carica virale infinitesimale, che da un mese al suo ospedale non arriva un malato Covid meritevole di ricovero. Subito, contro lo ‘sporco negazionista’, parte sui social il fuoco giallorosso: “Bell’esperto, quel Zangrillo! Medico di Berlusconi…” Capito? Gli scienziati, per essere credibili, devono avere la tessera politica giusta. Chiederemo l’elenco a Palamara.

collino@cronacaqui.it

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