Fontana
Ieri & Oggi
LA CITTÀ DI UNA VOLTA

Fontana dei mesi al Valentino realizzata da Ceppi per l’Expo

Inaugurata nel 1898 per i 50 anni dello Statuto Albertino

Come doveva apparire Torino durante le grandi Expo dell’Ottocento e dei primi del Novecento? Purtroppo, quasi tutti gli allestimenti di queste grandiose manifestazioni sono andati perduti. Si trovavano quasi tutti al Valentino: il parco, infatti, fu scelto come palcoscenico delle esposizioni e degli avvenimenti mondani più rilevanti della storia della città. Il Valentino, con i suoi viali alberati e il suo affaccio meraviglioso sul Po, ha accolto l’Expo 1884, l’Expo 1898, l’Expo 1911 e ogni altro tipo di manifestazione culturale.

Tuttavia, tutti i grandi edifici adibiti a ospitare le mostre venivano smantellati una volta terminato l’evento, anche perché si trattava di palazzi effimeri, realizzati in legno e stucco. Solo due luoghi si sono salvati: il borgo medievale e la fontana dei mesi. Quest’ultima è l’unico elemento architettonico che ricorda l’esposizione generale italiana del 1898, organizzata nel capoluogo piemontese per celebrare i 50 anni dall’approvazione dello Statuto Albertino (1848).

Progettista dei padiglioni dell’esposizione fu Carlo Ceppi, uno dei più geniali architetti italiani del periodo, protagonista dell’eclettismo di fine secolo, artefice di alcuni dei luoghi più significativi della Torino contemporanea, come la diagonale di via Pietro Micca o, in collaborazione con Alessando Mazzucchetti, la stazione di Porta Nuova. Va detto che molti palazzi dell’esposizione, come costume dell’epoca, furono realizzati in legno, gesso e tela dipinta. Va da sé che questi edifici posticci furono ben presto smantellati, una volta terminata l’esposizione. Carlo Ceppi, d’altronde, non pensava che il suo lavoro dovesse essere definitivo: all’inizio si credeva che anche la fontana dovesse essere demolita.

Poi, furono i torinesi a chiedere a gran voce che fosse preservata: il Valentino mancava di fontane, e quella era davvero un monumento degno della città che fu la prima capitale d’Italia. In un’epoca in cui la fotografia iniziava a diventare di largo consumo, già si vedevano i primi fotografi allestire piccoli atelier vicino alla fontana per immortalare belle donne o coppie di sposi.

Tutti, tranne la fontana dei mesi. La fontana monumentale – all’epoca era chiamata così – che doveva accogliere i visitatori che accorrevano a Torino per ammirare il grandioso allestimento dell’Expo 1898 rimase dunque a testimonianza di quella bella pagina di storia torinese. Secondo la critica, la fontana del Valentino – una delle poche nella città di Torino – è un’opera significativa, sintesi dell’eclettismo accademico aperto alle nuove tendenze stilistiche. La fontana è ornata da quattro gruppi di statue che rappresentano i quattro fiumi della città di Torino: la Stura, il Po, la Dora e il Sangone. Il tutto, con l’aggiunta di una serie di dodici sculture che raffigurano allegoricamente i dodici mesi dell’anno.

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