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L’appello delle cinque imprenditrici

Flash mob per dire si alla Tav, le madamin: “Certi ministri facciano esame di coscienza”

“Noi cittadini ci siamo ritrovati ancora per ricordare loro le responsabilità che si sono assunti e chiediamo di essere ascoltati”

Il flash mob in piazza Carignano, sede del primo parlamento del Regno d’Italia, luogo scelto non a caso dal momento che fu lì che nel 1860, Cavour sbloccò il progetto del traforo del Frejus. Un gesto simbolico, insomma, messo in scena sabato scorso dal Comitato Si Torino va avanti per dire sì alla Tav. E poi un grande abbraccio, dal significato altrettanto simbolico. “Significa che noi cittadini rispettiamo le istituzioni e chiediamo a chi occupa ruoli istituzionali di fare altrettanto rispetto ai doveri per i quali ha giurato sulla Costituzione” scrivono sulla pagina Facebook le “madamin“, promotrici della manifestazione a favore della Torino Lione, ringraziando “tutti i cittadini che ci sono stati vicini e hanno invaso piazza Carignano per dire a gran voce Si Tav subito“.

CERTI MINISTRI SI FACCIANO ESAME DI COSCIENZA
Le cinque imprenditrici del comitato “Sì, Torino va avanti” si rivolgono in particolare a “certi ministri che il primo giugno 2018 hanno giurato che avrebbero agito nell’esclusivo interesse della Nazione” e che, affermano, “ora dovrebbero fare un serio esame di coscienza”. “Dovrebbero chiedersi – proseguono – qual è l’interesse nazionale in questo meschino giochetto delle parti che circonda le decisioni sull’avvio dei bandi per i lavori della linea ferroviaria Torino-Lione”. Le madamin concludono ribadendo che “noi cittadini ci siamo ritrovati ancora per ricordare loro le responsabilità che si sono assunti e chiediamo di essere ascoltati”.

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