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I genitori della Antonelli: «Troppi pericoli per i nostri figli»

LA PROTESTA. Un flash mob delle mamme: “Vietate l’accesso alle auto”

Per evitare che la situazione degeneri ulteriormente le mamme hanno manifestato in strada al suono della campanella

Ad ogni scuola sicura corrisponde una strada sicura. È il motto delle mamme del quartiere Vanchiglietta che in settimana hanno protestato davanti al comprensorio Antonelli di via Vezzolano per chiedere il rispetto del codice della strada. Un problema nato settimane fa e poi diventato ormai inaccettabile lunedì scorso a seguito del quasi investimento di un bambino, in uscita dal cancello. Il piccolo ha evitato la macchina per poco e le famiglie hanno deciso di organizzare un flash mob di protesta. «È stato l’enne simo episodio di mancanza di rispetto delle regole stradali – protestano le mamme -, che prevedono il divieto di transito delle auto tra le 8.20 e le 8.40, e in uscita tra le 16.20 e le 16.40».

Per evitare che la situazione degeneri ulteriormente le mamme hanno manifestato in strada al suono della campanella. Obiettivo ottenere più controlli contro quegli automobilisti “distratti” che tentano di percorrere via Vezzolano nonostante il divieto di transito. Chi protesta, però, chiede anche un occhio di riguardo a chi sosta con l’auto in doppia fila, per accompagnare o per andare a prendere i propri figli. Il perché è presto detto. I mezzi rischiando di precludere la visuale ai passanti, compromettendo il normale flusso del traffico e la sicurezza delle tante persone che in quel momento attraversando la strada.

Una protesta condivisa anche dalla circoscrizione Sette, che tuttavia aveva già preso anzitempo dei provvedimenti. «Su quella strada – spiega il vicepresidente, Ernesto Ausilio -, avevamo già applicato nell’anno scolastico 2014/2015 il blocco della circolazione. Ora si tratta solo di farlo rispettare ». La municipale ha effettivamente effettuato i controlli di rito solo nel primo periodo. «Ora chiediamo più attenzione – conclude Monica, una mamma -. Non vogliamo che uno dei nostri figli si faccia male».

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