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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Firme pesantissime

Le firme per il referendum sull’eutanasia legale e il suicidio assistito sono ormai 1 milione e 220mila. Fra non molto voteremo. Fino ad oggi, su pressione della Chiesa, si è negata una pratica che in altri paesi democratici ed evoluti è permessa da anni. Chi ha ragione? Chi difende la vita a tutti i costi, o chi consente di spegnerla quando diventa una tortura? Per Welby, Dj Fabo e gli altri terminali lo era, ma lo è anche per molti depressi acuti, delusi in amore, handicappati gravi. Che si fa, li si sopprime tutti a semplice richiesta? E guai a chi si tuffa in acqua a ripescare un suicida? Dice: ma uno può lasciarlo scritto, prima. Decidere le modalità e il momento del proprio congedo dalla vita è un atto irreligioso (nel significato antico e universale del termine) ma anche profondamente razionale. Certo, è facile decidere di se stessi quando la morte la si immagina lontana e si è (o si viene ritenuti) nel pieno delle proprie facoltà mentali. Perché sì, c’è anche questa faccenda della “piena capacità d’intendere e volere”, invocando la cui mancanza tanti astuti avvocati riescono a far assolvere i loro assistiti. E anche a far derubare tanti anziani facendoli interdire con una odiosa forma di spogliazione che ricorda tanto l’eutanasia. Il pericolo di abusi, insomma, aleggia nell’aria. È delicatissimo legiferare in un settore dove ogni caso fa storia a sé e dove, con buona pace dei manichei, riemerge quel relativismo etico, quella zona grigia in cui ognuno rimane solo con la propria coscienza, la propria viltà e il proprio egoismo (pensate a certe facili “eutanasie” dei cani, troppo scomodi e costosi quando si ammalano). Quanti dubbi, dietro questo referendum!
collino@cronacaqui.it

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