orlando
Cronaca
IL DRAMMA

Fiori per Orlando. La mamma: «Giustizia»

Gli amici omaggiano il 18enne suicida sotto il treno. La rabbia della madre: «Mio figlio è stato plagiato»

Fiori, colori, lettere, fotografie, cuoricini arcobaleno. “Sempre con noi”, scrivono gli amici che il cuore ce l’hanno gonfio di lacrime sul cavalcavia di corso Traiano diventato tazebao del dolore e della rabbia per una vita spezzata troppo presto sui binari delle ferrovie. Orlando Merenda, 18 anni compiuti da poco, se n’è andato due domeniche fa, lanciandosi sotto un treno tra la stazione di Torino Lingotto e Moncalieri. Treno che sfrecciava proprio sotto quel cavalcavia, adesso riempito di cuori arcobaleno disegnati sulla grigia pietra. “Sarai lontano dai miei occhi, ma mai dal mio cuore”. “Sei il nostro guerriero”, sono alcuni dei messaggi lasciati dagli amici, dai compagni di scuola e da coloro che conoscevano il povero Orlando. Una ragazza, insieme alla letterina, ha lasciato anche una sua fotografia con lui. E c’è anche una frase di sant’Agostino: “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dov’erano, ma ovunque noi siamo”.

I passanti si fermano sul ponte a leggere i tanti pensieri. «Lo conoscevo, era un bravo ragazzo e lo vedevo spesso al parco. Piango perché poteva essere mio figlio, non capisco tutto quest’odio. Era gay? Ognuno è libero di vivere come vuole», dice un signore che abita in zona. Anche le macchine di passaggio rallentano sul cavalcavia di corso Traiano. Una vettura si ferma, dentro ci sono cinque persone e un passeggero tira giù il finestrino: «Cosa è successo? No, non posso crederci». E la stessa scena si ripete altre due, tre, quattro volte nel giro di un’ora appena. Non tutti infatti sanno della tragedia di Orlando e spalancano gli occhi quando apprendono cosa è accaduto. Nel vicino parco, una panchina è stata dipinta con i colori dell’arcobaleno. Sull’asse c’è la scritta “Lgbt”, ai lati due mazzi di fiori e poi tantissimi messaggi incisi sul legno. “Nulla cambierà l’amore che ci hai dato”. ma anche frasi contro il bullismo e l’omofobia. Centinaia i commenti di affetto e cordoglio sulla pagina Instagram del ragazzo. Proprio sui social network, Orlando ogni tanto riceveva messaggi di stampo omofobo.

I funerali del giovane si sono svolti sabato, nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine del Lingotto, dopodiché il corpo è stato cremato nel comune di Piscina. Nell’attesa di cosa diranno le indagini, in tanti vogliono sapere la verità dietro a quel terribile gesto. Dopo la tragedia, infatti, lungo le vie del quartiere sono state organizzate delle marce silenziose che hanno visto la partecipazione di molta gente. Ma chi, più di tutti, non si dà pace per l’accaduto, è la madre di Orlando, Anna Screnci, che dalla Calabria è venuta a Torino per le esequie del figlio. Da giorni, la donna pubblica post di rabbia sulla sua pagina Facebook. «Non mi fermerò finché non avrò giustizia, la mia giustizia – dice la donna – perché nella giustizia dei tribunali non credo, non ci ho mai creduto». Orlando, originario della Calabria, si era trasferito a Torino e aveva frequentato l’Engim Piemonte San Luca di via Torrazza, vicino a dove viveva. Voleva fare il barista. «Mio figlio era gay ma doveva essere libero di fare quel che voleva», afferma la madre, che lo aspettava in Calabria. «Se ci fossi stata io – prosegue – non sarebbe successo. Mi avrebbe confidato tutte le sue paure, ma purtroppo eravamo a 1400 chilometri di distanza». Per mamma Anna, Orlando non sarebbe mai stato capace di togliersi la vita. «Non ho mai pensato a un tuo gesto estremo, non di tua volontà – scrive, rivolgendosi idealmente al figlio perduto -. Sei stato ingannato, plagiato, deriso, umiliato. Il tuo carattere era troppo fragile». E ribadisce, ancora una volta, la sua voglia di giustizia: «Troverò i colpevoli, non mi darò pace finché non uscirà la verità».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

News
Vinci TorinoCronaca 2023
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo