Fioretta Mari
Spettacolo
RECITAZIONE

Fioretta Mari, la diva del teatro: «Sì, dormo nel letto di Marilyn»

L’attrice sabato e domenica in città per la masterclass di Cinema District Hub

Se potesse fare il resoconto delle ore passate sul palcoscenico, probabilmente, sarebbero superiori a quelle trascorse nella sua vita “reale”. Fioretta Mari, attrice, insegnante di dizione e recitazione, regista teatrale è uno di quei personaggi che il teatro italiano vorrebbe sempre in prima linea per la sua professionalità e per il talento innato che le ha fatto assaggiare i primi successi già da bambina fino ad arrivare a 150 spettacoli portati in tutto il mondo.

L’attrice fiorentina, classe 1942, diventata famosa anche tra i giovanissimi come coach della trasmissione “Amici”, è attesa a Torino per la sua master class che si terrà sabato e domenica (dalle 10,30 alle 18) in corso Vittorio Emanuele 225/c, organizzata da Mirella Rocca e Domenico Barbano del Cinema District Hub (info. 3928392721).

Allora Fioretta, l’insegnamento è nelle sue corde ormai…

« L’insegnamento è oggi per me una ragione di vita, amo i miei ragazzi e voglio infondere in loro la speranza che per il nostro lavoro ci sia un futuro. Regalo serenità».

Cos’è per lei il talento? Ne vede qui a Torino?

«Il talento è come un fiumiciattolo, prima o poi trova l’oceano. Sono pazza del talento e qui a Torino ce n’è tanto. Non è la prima volta che insegno da Mirella Rocca e, devo dire, che ho già individuato qualcuno di speciale…». Lei non insegna solo in Italia. «Esatto, lavoro anche a Los Angeles, e a New York presso la scuola di recitazione diretta da Anna Strasberg, vedova di Lee Strasberg. Lì, ci sono i più grandi attori americani come Al Pacino, lo dovrebbe vedere mentre insegna Shakespeare…».

Anche lei si potrebbe vantare, un’italiana che insegna recitazione nel Paese dove è nato il cinema.

«Noi abbiamo una grande tradizione legata alla commedia dell’arte. E’ questo il nostro tratto distintivo, il motivo per il quale gli americani mi hanno scelta. Io discendo da dodici generazioni di attori, mia figlia (la cantante Ida Elena De Razza, ndr) fa parte della tredicesima, in America posso insegnare cose che solo noi italiani abbiamo nel sangue. Adoro New York, ogni volta che ci vado sono ospite di Anna Strasberg, mi fa dormire nel suo appartamento di Central Park, proprio nel letto dove più volte dormì Marilyn Monroe».

Non ha paura di viaggiare in un momento come questo?

«Faccio molta attenzione, dobbiamo essere tutti prudenti, oggi ancora più che a marzo, ma non posso fermarmi, i miei ragazzi sono avviliti, loro fanno gli attori, il settore della recitazione è stato fortemente colpito. Io devo esserci per dare loro speranza».

Cosa farà in futuro?

«Se tutto andrà bene, continuerò la tournée con il mio spettacolo su Frida Kahlo, è bellissimo, spero che arriverà anche a Torino».

Lei ha lavorato con i più grandi, Tognazzi, Manfredi, Turi Ferro, Gassmann, Troisi, e con i giovani. Chi ha nel cuore?

«Turi Ferro, per la sua versatilità. Tra i giovani la sorpresa per me sono stati Luca Argentero e Alessandra Amoroso».

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