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Salute
Tour fra i centri privati convenzionati

Fino a un anno di attesa per una visita medica: «All’Asl non c’è posto»

Strutture sanitarie prese d’assalto e code di un’ora al gelo: «Siamo costretti a pagare per poterci curare»

Tornano ad allungarsi le file davanti ai centri medici privati che ospitano sempre più gente in attesa di cure che la sanità pubblica non è in grado di garantire. O almeno non in tempi brevi, tanto per usare un eufemismo. In coda davanti al Cdc ieri c’era anche chi attendeva da un anno una visita cardiologica. Altri, esasperati dal servizio dell’Asl, hanno deciso di pagare per poter essere curati, e accorciare i tempi. Ma i prezzi non sono certo alla portata di tutti.

«Ho prenotato un anno fa una visita cardiologica per controllare le coronarie. Prima non avevano posto se non a pagamento, spero di riuscire a entrare» spiega Arturo, 75 anni, accompagnato dal figlio, in attesa del suo turno da un’ora sotto i portici di via Cernaia. Una delle tante persone che, per trovare un buco libero, sono arrivate anche da altre province. Come Silvana, disabile, partita da Cuneo insieme al marito, per sottoporsi a una visita neurologica. «Abbiamo provato ad andare alle Asl più vicine di Verduno e Canale ma non c’era posto prima di marzo e giugno, così abbiamo prenotato qui un mese fa. Ma i tempi si sono allungati con il Covid, in genere si attendeva soltanto una settimana» spiega la 61enne, sorreggendosi con la stampella per non affaticare troppo le gambe doloranti. Anche Ilaria ha atteso un mese per una visita ginecologica. «I tempi si sono allungati in certi casi» spiega. Nonostante le prenotazioni, le attese non sono brevi neppure per poter accedere all’interno della struttura convenzionata. Si aspetta circa un’ora, al freddo. Non sono mancati poi disagi legati alla circolazione e al blocco dei diesel Euro 5. «Siamo dovuti venire qui in treno fin da Cuneo – spiega Giuseppe – un bel problema considerando che mia moglie è un soggetto fragile». In tanti poi lamentano i costi esorbitanti degli esami fatti privatamente per non dover attendere dei mesi. Molti cittadini infatti, prima di mettere mano al portafogli, hanno tentato di prenotare una visita in ospedale ma con risultati deludenti. «Avevo fatto gli esami delle urine all’Asl di corso Corsica ma hanno smarrito i referti – spiega Lule -, sono stato rimborsato, per carità, ma ho preferito andare a pagamento. Nel pubblico ci vuole almeno il triplo del tempo». E se si vuole tagliare la coda, bisogna spendere di più. «Con il ticket avevo pagato 36 euro – spiega Lule – qui invece l’esame mi costa 97 euro. Il servizio pubblico è snervante, ed è sempre peggio». C’è poi chi ha avuto fortuna, come Domenico: «Per la visita al cuore aapettato soltanto una settimana, perché si è liberato un posto».

Le attese davanti al Larc di corso Venezia ieri mattina erano inferiori. Ma anche qui non sono mancate le proteste. «Mia nonna è entrata per un controllo dei nervi – spiega Alessia, la nipote -, aveva provato a prenotare in ospedale ma il primo posto disponibile era a maggio». Andrea ormai si è rassegnato: «Prenotare in ospedale d’inverno, con il Covid, è impossibile, non ci resta altro da fare che pagare, ma non ci vengano a parlare di una sanità per tutti perché non è così».

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