La consegna dei 24 ventilatori, dopo la raccolta fondi lanciata dal sindaco Genovese
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L’INTERVISTA Parla il sindaco di Susa, Piero Genovese

«Finita la pandemia serviranno altri soldi da Roma ai cittadini»

Raccolte fondi, volontari e aiuto per i più deboli. E gli studenti fabbricano igienizzante a scuola

Circa 6mila abitanti e un ospedale che serve tutta la valle. A Susa però il contagio da Covid-19 è stato più alto che in altri comuni, anche se adesso arrivano segnali incoraggianti. «Attualmente ci sono circa 22 positivi tra ricoverati e domiciliati. A loro va aggiunto un numero variabile di soggetti, con cui hanno avuto contatti frequenti, in isolamento fiduciario – racconta il sindaco, Piero Genovese – Ciò mette Susa in una fascia superiore rispetto agli altri paesi, ma riteniamo che sia per l’ospedale, per i centri commerciali e per una tradizione di passeggio e ritrovo superiore agli altri paesi. Le restrizioni non dovrebbero far aumentare i casi, ma non dobbiamo abbassare la guardia e continuare con questi comportamenti: bisogna insistere per non ricadere in una diffusione del virus».

Nonostante una fase iniziale un po’ più incerta, sembra che la cittadinanza segusina abbia fatto proprie le norme decise dal governo, anche grazie all’aiuto fornito dalle associazioni cittadine.

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