killer
Cronaca
IL FATTO. Un 50enne arrestato dai carabinieri a Porta Nuova

Finita la fuga del killer. Ha ucciso il 91enne solo per una carezza

E’ uno degli sbandati che il pensionato ospitava in casa. «E’ vero l’ho ammazzato io, ma poi non l’ho rapinato»

E’ durata poche ore la fuga del killer del 91enne Vincenzo Rossi. Il tempo di andare in treno fino a Fossano e di tornare indietro. I carabinieri del nucleo Investigativo lo hanno arrestato appena sceso dal treno, a Porta Nuova, con ancora in tasca i soldi macchiati dal sangue del pensionato. Salvatore Strano, un senzatetto di 50 anni, è finito in manette mercoledì notte, quando ormai i militari conoscevano già il suo nome e il suo volto. Nella notte, alla presenza del suo avvocato Davide Noviello, Strano è stato interrogato dal pm Eugenia Ghi. A differenza di quanto fatto in stazione, quando è stato fermato e ha provato a respingere le accuse che gli venivano mosse, l’uomo ha confessato l’omicidio ma ha negato di essersi impadronito dei soldi della vittima. Strano, che ha alle spalle numerosi precedenti per piccoli reati e problemi di tossicodipendenza, è uno dei tanti senzatetto che Rossi aiutava e che ogni tanto ospitava anche a casa sua. «Ci siamo conosciuti alla chiesa di Santa Rita – ha raccontato al pm – e in passato ero già stato a casa sua». Questa volta Strano era ospite nell’appartamento di via Tripoli da qualche giorno. «Rossi – è la sua spiegazione del movente del delitto – mi ha fatto delle proposte. Io però quelle cose non le faccio, mi sono rifiutato e abbiamo litigato». Una discussione finita a coltellate. Ma un delitto d’impeto, non premeditato e non a scopo di rapina. «I 50 euro macchiati di sangue con cui ho pagato le sigarette erano miei – ha detto – me li aveva dati mia sorella». Al momento del fermo, Strano in tasca aveva ancora 170 euro, con altre macchie di sangue. Una delle tante prove raccolte dai carabinieri che lo hanno inchiodato alle proprie responsabilità. In casa e sui coltelli i militari hanno trovato le sue impronte digitali, registrate in occasione dei precedenti arresti e da cui erano velocemente risaliti alla sua identità. Poi ci sono il filmato del tabaccaio di via Tripoli da cui ha comprato le sigarette subito dopo l’omicidio e la banconota con cui ha pagato. Sigarette che aveva ancora in tasca a Porta Nuova. Come se non bastasse, al momento del fermo Strano indossava ancora la stessa mimetica che aveva quando è scappato da via Tripoli, su cui sono state trovate tracce del sangue del 91enne. Infine, il 50enne aveva una mano ferita: un taglio che si è procurato lottando con il pensionato. Resta un mistero: perché Strano è scappato a Fossano e poi è tornato? «Volevo costituirmi – ha detto nel corso dell’interrogatorio – in commissariato, dove ho l’obbligo di firma». In realtà però, come detto, quando i carabinieri lo hanno fermato, ha provato a giustificare il sangue sui suoi vestiti, negando di essere il ricercato. Il suo racconto presenta quindi ancora dei lati oscuri e anche sulla plausibilità del movente gli investigatori non si pronunciano, in attesa di ulteriori approfondimenti.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo