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Il Borghese

Finché c’è il sole…

Fate come me, prendevi un’oretta di tempo, specie se c’è il sole, e fatevi un giro sulle sponde dei nostri fiumi che scorrono saturi di detriti. E poi date un’occhiata alle arcate dei ponti che si sono trasformate in piccole dighe dove alberi e immondizia, trovando un ostacolo poderoso, hanno creato piccole isole. Ad un’occhiata attenta noterete che è ben visibile il segno della piena, poco meno di un metro sotto le arcate. Non serve una grande esperienza per capire che ogni volta sfioriamo la catastrofe per poi dimenticarcene, come forse è accaduto proprio ieri, quando tornava a splendere il sole. Viviamo in una situazione kafkiana, paradossale e angosciante, che ormai viene accettata come uno status quo. Come se fosse naturale l’impossibilità di qualunque reazione tanto sul piano pratico quanto su quello psicologico. D’altra parte quante promesse già sature di menzogne abbiamo ascoltato? Quanti progetti sostenuti da milioni di euro sono stati illustrati e mai neppure iniziati. La verità è che i rii, i torrentelli e poi i fiumi sono abbandonati a loro stessi, senza interventi di pulizia, senza usare le draghe per abbassare i livelli dei letti, senza potenziare gli argini. Si va a bagno ovunque, nei sottopassi dove le pompe idrauliche sono vetuste, inefficienti o spente. Vanno a bagno le cantine, i magazzini, le cascine. Ma chissenefrega visto che c’è il politico di turno che invoca e ottiene (a parole, s’intende) le sovvenzioni per le calamità naturali. Fatevi un giro, cari amici e capirete che così, tra qualche anno vivremo tra fango e macerie.

fossati@cronacaqui.it

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