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Spettacolo
RAIDUE La conduttrice di Chivasso dal 31 marzo alla guida del nuovo “Game of Games”

Finalmente Simona Ventura: «Sì, sono tornata me stessa»

Attesa per lo show famoso in Usa con Ellen DeGeneres: «Sarà una boccata di aria fresca per tutti. Dopo il Covid mi sento meno polemica»
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Come non pensarci prima. Se qualcuno da questa parte dell’Oceano deve essere paragonata alla conduttrice più famosa d’America, Ellen DeGeneres, altri non può essere che “SuperSimo” Simona Ventura. Ed è proprio a lei, alla showgirl di Chivasso, cresciuta con la corona di Miss Muretto appiccicata sulla testa fino a quando simpatia, verve e “atleticità” l’hanno trasformata in una vera professionista, che Raidue ha affidato il suo show più importante.

Si tratta della versione italiana di “Game of Games – Gioco loco” che debutterà mercoledì 31 marzo per sei settimane «di aria fresca», tende a sottolineare la Ventura, incontrata ieri per la presentazione ufficiale del programma. In forma, dopo il Covid che le ha impedito di presentare l’ultima puntata del Festival di Sanremo con Amadeus e Fiorello, non ha nascosto l’entusiasmo per la nuova avventura accompagnata dal saluto e l’in bocca al lupo di Ellen in persona, sua alter ego nello show Usa: «Ti auguro molta fortuna, ti divertirai in questo show – ha detto in un video registrato – e… spaghetti».

Quindi, Simona è vero? Ci divertiremo?

«Sì, è un programma che mi ha entusiasmato fin dall’inizio perché mi ha dato la possibilità di tornare a fare la conduttrice che sono stata fino a un certo punto. Io conduco in modo dinamico, faccio battute, amo spaziare. Inoltre, il programma è stato registrato in Portogallo, a dicembre, in piena pandemia, è sembrata come una gita fuori porta».

Ci parli dei concorrenti.

«Nella versione originale ci sono persone comuni, io ho scelto sei Vip per sei squadre. Mi diverto di più a maltrattare loro. Si va da Raffaella Fico a Rosolino, dalla Lamborghini a Max Giusti».

Dalla Rai, a Sky, a Mediaset e adesso di nuovo in Viale Mazzini.

«La Rai è il mio grande amore, sono andata via nel 2011 per fare altre esperienze e mi sono state utili tutte. Durante l’adolescenza dei miei figli ho mollato un po’ per stare con loro, nel 2019 sono tornata in Rai e sono felice di questo mio ruolo nelle nuove produzioni».

Non la spaventano le aspettative?

«Mi piace rischiare, sul sicuro io mi spengo. Le cose facili non mi sono mai piaciute. Ho fatto i programmi al momento giusto. Durante questo periodo di pandemia questo show rappresenta una boccata d’aria fresca».

Già la pandemia, lei è appena uscita dal Covid, che esperienza è stata?

«Avere il Covid è stato molto performante perché l’ha avuto tutta la famiglia. Mi ha insegnato tante cose, tipo lasciare da parte le polemiche».

L’hanno definita una conduttrice “atletica”, si riconosce?

«Se penso che ho fatto l’Isef sì. In questo ultimo anno lo sono un po’ meno, i massaggi hanno preso il posto delle lunghe passeggiate».

In questi ultimi vent’anni ha avuto alti e bassi. Il telefono è sempre squillato?

«Alti e bassi? Io ho sempre lavorato, sono andata tre anni a Sky ma ho sempre lavorato anche se non con il grande pubblico. In ogni caso io ho sempre un piano B, se nessuno mi avesse cercato mi sarei aperta un locale. Adesso il piano B è il mondo digital».

Tre figli e una pandemia…

«Dei grandi uno è fuori casa, mia figlia fa prima liceo, la figlia di Giovanni (Terzi, il compagno ndr) ne ha 11 anni. Entrambe seguono la scuola in dad, è una cosa poco naturale soprattutto per i piccoli e il brutto è che si stanno abituando».

Cosa dice a chi pensa che “Game of Games” somigli a “Ciao Darwin”?

«Magari facessimo gli stessi ascolti, andrebbe bene anche la metà. Bonolis? Non l’ho sentito e non lo voglio imitare, lui è il re».

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