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I COMITATI

«In prima fila contro lo spaccio ma i nostri presidi non bastano»

Dal 2016 i cittadini di ”Noi di Barriera” lottano chiedendo più sicurezza

Dalle passeggiate contro lo spaccio e i campi rom ai presidi per la sicurezza. Ma anche progetti per i più bisognosi, vedi la raccolta fondi per un bambino che sognava di andare in Florida a curarsi. Da tre anni, per la precisione dal novembre del 2016, il comitato “Noi di Barriera” chiede legalità. Lo fa attraverso le iniziative dei residenti del quartiere della Circoscrizione 6, che non si sono mai tirati indietro quando si è trattato di scendere in strada.

«Ma nonostante le nostre iniziative unite ai controlli delle forze dell’ordine – spiega Alberto Barona, il presidente -, i pusher continuano ad assediare gli incroci del quartiere. Poi ci sono i tossici che fermano la gente, chiedendo soldi. È una situazione che resta molto complicata». Da queste parti, però, nessuno vuole abbattersi o abdicare. Lo dimostrano le ripetute denunciate presentate a Palazzo Civico. Qualche risultato è stato ottenuto: come la riqualificazione dei giardini di Urban all’angolo con via Lauro Rossi o all’abbattimento di un vecchio chiosco utilizzato come narcosala.

Rimangono, però, tante altre criticità. La vecchia mutua, per esempio. I gradini dell’edificio vengono utilizzati dai tossici ogni sera per farsi le dosi. «E in passato trovavamo anche gente che si metteva a dormire sul marciapiede con i materassi» ricorda Barona. Anche i controlli di polizia e carabinieri non sono mai diminuiti ma soprattutto nell’angolo tra via Scarlatti e via Montanaro i pusher non hanno mai smesso di proporre nuove leve.

C’è poi anche il problema dei raid vandalici, dei furti e dei borseggi. Ma non sono tutte note negative. Il comitato, come già detto, si è mosso anche per aiutare il prossimo. Con il contributo della polizia municipale che ha fatto il resto. Il 2020, infine, cosa potrebbe proporre?. «Ancora non lo sappiamo ma ci impegneremo, come sempre, per ottenere più sicurezza».

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