Sergio Mattarella (foto Depositphotos)
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Figurine e figuracce

Mattarella, dopo aver presenziato all’apertura degli Europei di calcio a Roma (Italia-Turchia), andrà a Wembley per la finale con l’Inghilterra a fare la figurina in tribuna d’onore. Speriamo almeno che ci porti fortuna. I precedenti direbbero di sì. Il primo Capo di Stato italiano a recarsi a una finale fu Pertini nel 1982 a Madrid. Erano i mondiali, e l’Italia vinse. Poi fu Ciampi ad andare a Rotterdam nel 2000 per la finale degli europei. Quella volta perdemmo ai supplementari con la Francia. Ci vendicammo dei transalpini ai mondiali del 2006 a Monaco. Vincemmo noi, anche grazie alla famosa testata di Zidane a Materazzi. In tribuna a fare la figurina c’era Napolitano. Due vittorie su tre presidenti. Porta bene, dunque. Nessun protocollo obbliga i Capi di Stato a presenziare. C’è l’invito rituale della Fifa o dell’Uefa, ma può andare anche un’altra carica dello Stato, come la Pivetti alla finale dei mondiali Usa 1994 persa contro il Brasile (il famoso rigore di Baggio in curva). Scalfaro mandò la Presidenta della Camera e se ne stette a casa. Non c’è obbligo protocollare, ma è bello che lo Stato sia adeguatamente rappresentato. Come non c’era obbligo protocollare che qualche alta carica politica o istituzionale fosse presente quando è atterrato a Ciampino il volo del Generale Vergori, comandante della Folgore, che riportava in patria la bandiera di guerra del 186° Reggimento dopo vent’anni di sangue e sudore versati in Afghanistan. Non c’erano voti da prendere, coppe da alzare, pipe da agitare, partire a scopa da fare in aereo. Solo da onorare 53 morti e 651 feriti, molti dei quali invalidi a vita. Non c’era obbligo protocollare, è vero. Ma sarebbe stato meglio che.
collino@cronacaqui.it

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