Maurizio De Giulio (foto Facebook)
Cronaca
IL RETROSCENA

FIDANZATI TRAVOLTI. “Volevo solo prendere la sua targa”. Ma quel video incastra l’elettricista

L’artigiano in lacrime: «Non volevo far male a nessuno. Mi dispiace per i loro familiari»

Maurizio De Giulio piange. Seduto in carcere, davanti ai suoi avvocati e al gip che lo interroga su quanto avvenuto domenica, il 50enne si dispera, cerca di giustificarsi e chiede perdono. «Non volevo travolgerli, volevo solo prendere la targa. Mi dispiace, non volevo far del male a nessuno. So quello che staranno provando i familiari delle vittime, perché l’ho passato anch’io con mio padre e mio nipote che sono morti in un incidente stradale».

L’elettricista è stato interrogato ieri mattina ma le sue parole e le sue lacrime non hanno convinto il giudice, che dopo essersi preso poche ore di riflessione ha deciso di convalidare l’arresto e di rifiutare la scarcerazione. Un interrogatorio nel quale De Giulio ha anche offerto la propria ricostruzione dell’incidente, confermando di aver bevuto «una bottiglia di vino e un amaro» ma negando di non aver dato la precedenza alla moto condotto da Matteo Penna che però gli avrebbe colpito lo specchietto retrovisore. «Ho cercato di guardare il numero della targa – ha detto l’elettricista – ho accelerato e ho superato la vettura che mi stava davanti».

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