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Cronaca
Un filmato che rende perfettamente la drammaticità dell’episodio

FIDANZATI TRAVOLTI. Il video del dramma: il furgone killer travolge la moto e uccide Elisa

Si nota chiaramente la violenza con cui il furgone travolge la moto

Sono immagini atroci quelle del video ripreso da una telecamera di sorveglianza e che documentano la morte di Elisa Ferrero, 26 anni, pediatra, uccisa il nove luglio scorso a Condove, investita dal Ford Transit guidato da Maurizio De Giulio.
L’uomo è accusato di omicidio volontario perché, dopo una banale discussione con il fidanzato della dottoressa, Matteo Penna che con la ragazza era in sella alla sua Ktm 690 Sm, inseguì i due e li investì procurando il decesso della giovane e il gravissimo ferimento di Matteo, oggi ancora in coma al Cto.

GUARDA IL VIDEO:

Il video che è stato diffuso nella serata di ieri, documenta come il furgone sia piombato ad alta velocità contro la moto e che, a meno di un improbabile guasto ai freni, De Giulio non abbia rallentato. La Ktm viene investita all’inizio della rotonda, i due ragazzi sbalzati avanti di poco e poi trascinati dal mezzo per una ventina di metri. Indiscutibilmente alta la velocità del Ford di De Giulio. Dopo l’investimento si nota la compagna dell’artigiano scendere dal furgone e portarsi le mani sul volto. De Giulio, invece, appare ancora concitato e quasi viene alle mani con un automobilista. L’uomo è stato subito arrestato e accusato di omicidio stradale, capo di imputazione modificato qualche giorno più tardi dopo i risultati di una perizia tecnica. Il video rappresenta certamente un elemento sul quale l’accusa sosterrà le ragioni dell’omicidio volontario.
De Giulio avrebbe utilizzato il suo furgone come un’arma, lanciandolo contro la moto e con l’intenzione innegabile di uccidere, perché a quella velocità l’epilogo non poteva essere che quello. Ora, dopo i funerali della giovane pediatra, si spera nella guarigione di Matteo, imprenditore nel settore informatico. Prima in coma farmacologico, oggi, nonostante la sedazione sia stata sospesa, il ragazzo ancora non si è risvegliato.
Da parte del collegio di difesa, invece, si sta lavorando ad una contro perizia e si sostiene che il sistema Abs del Ford Transit non abbia funzionato a dovere. Gli avvocati di De Giulio e i loro consulenti tecnici, sono al lavoro per dimostrare la presunta buona fede dell’artigiano di Nichelino che davanti al giudice ha detto: «Chiedo scusa, non volevo uccidere quei ragazzi, ho frenato, ma non sono riuscito a controllare il mio furgone». Le immagini, però, mostrerebbero una realtà molto diversa da quella raccontata dall’uomo, oggi in carcere alle Vallette. Contro di lui anche le dichiarazioni a caldo della sua compagna che aveva invitato De Giulio a «lasciar perdere e a non correre dietro alla moto». L’investitore si era difeso dicendo che si era messo all’inseguimento soltanto perché «volevo prendere i numeri della targa».
bardesono@cronacaqui.it

 

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