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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Festival e corone

“Che barba, l’Eurovision! Le canzoni fanno schifo, dai costumi sembra un gay pride, e poi si sa già che faranno vincere l’Ucraina”. Non l’ho detto io, ma mio nipote Marco, 20 anni, che pure non si è mai perso una sola puntata di “Amici” e men che meno la finale. Finale appassionante che ha fatto registrare 4,5 milioni di spettatori contro i 6,5 della strombazzatissima Eurovision. Io non ne capisco un acca di musica leggera contemporanea (a proposito: si dice ancora “musica leggera” o è un’allocuzione retrò?), ma tra bandiere arcobaleno e appelli al pacifismo avevo già capito anch’io che all’Eurovision non si sarebbero lasciati scappare l’occasione di far vincere l’Ucraina. È un po’ come il titolo di Miss Italia assegnato a una nera perché nera, o il Nobel per la pace assegnato a Obama perché Dem. Quelle cose un po’ finte, ma politicamente corrette. Non a caso parlano di assegnare Eurovision 2023 all’Ucraina, sempre che non ci siano i russi a riceverli. Tornando ad “Amici” ho visto che fra i giudici c’era quel simpatico ex giovanotto che si chiama Emanuele Filiberto di Savoia. Pensate che è il secondo pretendente al trono d’Italia dopo suo padre Vittorio Emanuele. Soma bin ciapà. Siamo malmessi. O almeno lo saremmo nel caso che in Italia venisse restaurata la monarchia, ipotesi remota almeno quanto quella di un discorso di Razzi senza strafalcioni. E poi cosa dovrebbe fare Emanuele Filiberto? Che non sia una testa d’uovo è evidente, come per suo padre. Vittorio Emanuele III, disse di Umberto II, suo figlio e nonno di Filiberto: “è’ un inetto, assolutamente incapace di regnare”, e tardò ad abdicare su di lui finché poté. Chissà cosa avrebbe detto del nipote e del pronipote.

collino@cronacaqui.it

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