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Cronaca
VALLETTE

Ferito nella notte in via Sansovino: «Nessuno sparo, sono caduto…»

Mistero sul presunto colpo di pistola esploso contro un giovane senza dimora

Alle Vallette nessuno parla volentieri. «Non ho visto e sentito nulla – spiega una donna che vive nel palazzo al civico 151-, però quel ragazzo si è ferito dieci metri più avanti, poi è venuto qui». Insomma, occhi indiscreti, e non solo quelli delle telecamere di sorveglianza, hanno visto molto di più di quello che le bocche vogliono dire. Chi parla, invece, «per chiarire una volta per tutte quello che è successo», è la vittima di 25 anni che, almeno secondo il referto ospedaliero, avrebbe subìto «una lesione pretibiale destra inferiore compatibile con colpo d’arma da fuoco», per una prognosi di circa 10 giorni. «Non mi ha sparato nessuno – dice il ragazzo che ieri si è recato in ospedale per una visita di controllo -. La ferita me la sono procurata cadendo, e per terra c’erano dei vetri. E’ stato solo un incidente e non c’è nessun responsabile da cercare». Il giovane aggiunge: «Non è vero che sono un barbone. Sono senza fissa dimora perché residente presso la Casa Comunale, ma in questo periodo io sono ospite di mia madre». Insomma, la notte scorsa, attorno alle 3,30, in via Sansovino nessuno avrebbe sparato. «Cosa sia accaduto non lo so – sottolinea la barista del locale (aperto 24 ore) dove la vittima ha chiesto aiuto -. L’altra notte era di turno la mia collega. Lei non ha sentito spari, ha visto solo quel giovane con la gamba insanguinata e ha chiamato i soccorsi (insieme ad un amico della vittima, ndr). Cosa sia accaduto prima, venti metri più in là, lei non lo sa e ovviamente non lo so neppure io». Sulla vicenda indagano gli investigatori del commissariato Madonna di Campagna, «come atto dovuto, conseguenza del referto medico che parla di compatibilità con una ferita da arma da fuoco», ma potrebbe davvero essere una semplice caduta, perché nella gamba della vittima non sono state trovate ogive e neppure fori di uscita del proiettile. Per chiarire l’intera vicenda, la polizia ha acquisito i filmati registrati di alcune telecamere di sorveglianza della strada che saranno visionati nei prossimi giorni. Certo è che se il 25enne afferma d’essere stato vittima di un incidente, spiegano in commissariato, «l’indagine potrebbe essere archiviata subito». Anche perché da un sopralluogo effettuato in zona dagli investigatori, non sono stati trovati bossoli od ogive. C’è comunque chi, più credibilmente o meno, insiste con la sparatoria: «I colpi sono stati due», dice una signora che abita nelle vicinanze, mentre un uomo che vive al civico 151, afferma: «Dormivo e non ho sentito nulla, ma se qualcuno avesse sparato mi sarei svegliato». Certo è che, al di là del fatto in questione, da qualche mese il quartiere delle Vallette è tornato ad essere una delle zone più a rischio della città. Lo confermano gli interventi notturni del 118: «In quella zona sono tre quattro per notte» e non certo per infarti, ictus o malattie di varia natura. Risse e aggressioni sono pressoché tornate protagoniste nel quartiere di periferia che porta il nome del grande manager della Fiat. «Dopo anni bui – spiegano al bar al civico 151 -, le cose andavano meglio, ma ora le Vallette sembrano esere tornate quelle di dieci anni fa».

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