isola ferdinandea
Amarcord
12 LUGLIO 1831

Ferdinandea, l’isola “perduta” all’interno del Canale di Sicilia

Furono alcune scosse di terremoto a far emergere il lembo di terra

L’isola che non c’è è esistita davvero e si chiamava Isola Ferdinandea (o Ferdinandina). Ma non pensate a quel bambinone di Peter Pan, alla nave di Capitan Uncino e alle sirene pin-up del film della Disney; no: l’isola che non c’è della nostra storia era uno scoglio inospitale composto sì e no da quattro sassi. Oggi è noto anche con il nome non molto poetico di banco di Graham, ed è sostanzialmente un lembo di roccia sotto il pelo dell’acqua, tra Pantelleria e Sciacca, in provincia di Agrigento in Sicilia. Niente di che emozionarsi, a meno che non abbiate il sottomarino del capitano Nemo. Ma il 12 luglio 1831 il banco di Graham improvvisamente decise che non ne poteva più di stare a contemplare i pesci e che voleva starsene un po’ all’asciutto. Ovviamente a decidere fu l’attività vulcanica della zona e, nel giro di poche ore, quella che fino al giorno prima era una distesa di roccia poco sotto la superficie del mare emerse e divenne a tutti gli effetti un’isola. Un isolotto con un paio di cocuzzoli e niente più.

Alcune scosse di terremoto, nei giorni precedenti, avevano fatto emergere qualche pezzo dell’isolotto, tanto che i marinai della nave Gustavo, che passavano da lì, poterono constatare la presenza di un’isola fantasma, non segnata sulle carte. Quando sbarcarono e raccontarono l’accaduto, furono presi per matti. Eppure, non tutti considerarono il racconto dell’equipaggio della Gustavo come una storiella da lupi di mare; la narrazione dell’isola che prima non c’era e che adesso affiorava a poca distanza dalla costa italiana interessò i geologi e il governo borbonico. Ma anche gli inglesi, che nell’Ottocento erano come il prezzemolo: li trovavi ovunque, e la Union Jack sventolava in quasi tutti i territori strategici del globo. Figuriamoci se un’isola sorta dal nulla non avrebbe ingolosito la perfida Albione. Sir Percival Otham, giunto per primo (obviously…) sui quattro sassi innominati, prese possesso dell’isola in nome di Sua Maestà Britannica e la battezzò Graham Island. Non appena si seppe che i britannici avevano sorseggiato il classico tè delle cinque sulla nuova isola, i francesi si mobilitarono per issare il tricolore sul punto più alto di quelle quattro rocce. L’isola fu da loro chiamata Iulia perché sorta nel mese di luglio. Il tutto, con buona pace dei napoletani che, a rigor di logica, avrebbero avuto da dire la loro in quanto Graham/Iulia si trovava a pochi chilometri dalla costa siciliana.

I borbonici la chiamarono isola Ferdinandina o Ferdinandea, in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando II. La questione dell’isola nuova di zecca che tutti reclamavano divenne oggetto del contendere internazionale. E Ferdinandea, che evidentemente aveva più cognizione delle diplomazie europee, decise che aveva fatto troppo parlare di sé: nel mese di dicembre, come era sorta così ridiscese nella profondità del mare, lasciando con un palmo di naso inglesi, francesi e italiani.

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