PALA ALPITOUR

Fedez live con la sua “Paranoia”: «Chiara e Leone? La mia forza»

Il rapper approderà in città sabato prossimo: «Uno spettacolo mai visto»

Dopo le prove al Palazzetto dello sport di Vigevano del 12 marzo, Fedez approderà al PalaAlpitour di Torino con il suo “Paranoia Airlines tour”  (biglietti disponibili su www.ticketone.it ). E chissà se, cellulare alla mano, anche la città della Mole finirà sul suo profilo Instagram o, meglio, su quello della moglie, tra le influencer più famose del mondo. Ma, intanto, è bene concentrarsi sulla musica.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo live?
Mi sono ispirato ai grandi live internazionali e ho deciso di regalare ai miei fan qualcosa di unico e mai visto prima qui in Italia. Sarà il primo “hologram tour” nel nostro paese: in pratica, sarò soltanto io sul palco con alle mie spalle un led wall trasparente. Da questo led wall compariranno grafiche e olografiche che interagiranno con me ma anche con il pubblico».

E lei cosa si aspetta da questo tour?
«Fa molto strano dirlo, ma questo è il mio primo tour nei palazzetti da solista. Sono partito con i live al Leoncavallo, per arrivare nei club e, per assurdo, ho fatto prima San Siro di un tour intero nei palasport. E’ quindi un traguardo molto importante per me, sia come persona che come artista».

Cosa vede nel tuo futuro della sua carriera professionale?
«Vorrei prendermi una pausa. Negli ultimi tre anni sono stato in un vortice di sovraesposizione mediatica, vorrei quindi dedicarmi più tempo a Leone e a Chiara in primis, ma anche a me stesso».

Quali sono le ispirazioni principali che l’hanno portata a realizzare l’album così com’è?
«Innanzitutto la musica che ascoltavo quando ero adolescente, il punk. I Blink 182, che ho ripreso con un campionamento in “Che Cazzo Ridi”, Pennywise, Jimmy Eat World, Propagandhi, Nofx, hanno segnato tutti gli anni della mia gioventù».

Nel disco sono presenti molte collaborazioni, tra cui anche quella con LP in “Cose senza spine”.
« L’album è stato prodotto da Michele Canova, che ha tantissimi contatti importanti nel mondo della musica anche d’Oltreoceano. Mark Jordan, il manager di LP, è molto amico di Michele. Lei è venuta in studio, ha ascoltato il pezzo, le è piaciuto e ha registrato il ritornello».

Quanto l’hanno aiutata la nascita di Leone e il matrimonio con Chiara nella creazione di questo disco?
«Di loro ho bisogno per andare avanti. Chiara sa godersi molto meglio i momenti di ogni giorno. In “Prima di ogni cosa”, la prima traccia del disco, parlo proprio delle responsabilità di essere padre, che mi hanno permesso di crescere».

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