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Spettacolo
FABIO VIALE

Fedez diventa guerriero e la Pietà rimane sola: è il nuovo Michelangelo

Ai Musei Reali i capolavori dello scultore torinese che ha conquistato il mondo con i suoi marmi tatuati. Il rapper atteso in città per indossare l’originale calco

La Lorica in marmo rosa, che rimanda alle armature degli antichi romani e che da oggi troneggia nell’Armeria Reale di Torino, Fabio Viale l’ha plasmata sul corpo di Fedez, dopo averne fatto un’accurata scansione tridimensionale dal vivo, e su questa fragilissima corazza ha poi riportato tutti i tatuaggi del rapper. Fedez verrà appositamente a Torino per indossarla. «Doveva venire domani (oggi, ndr.) per l’inaugurazione della mostra – spiega lo scultore -, ma siccome è il suo compleanno verrà uno dei prossimi giorni». Lo scultore torinese classe 1975 è diventato famoso nel mondo per la perfezione dei suoi lavori e, soprattutto, per l’“abitudine” di proporre calchi dalla realtà. Non ultimo il membro di Rocco Siffredi sul Fauno in un’opera ancora da vedere e assolutamente inedita. Tornando a Fedez, il guerriero dei Musei Reali, sarà in compagnia, tra gli altri, di una magnifica Pietà di Michelangelo e di un inedito “Amore e Psiche” di Canova rivisitati da uno dei più grandi scultori contemporanei nella mostra “In between” curata da Filippo Masino e Roberto Mastroianni e aperta fino al 9 gennaio prossimo ai Musei Reali (con il supporto di Galleria Poggiali). La prima volta a Torino delle opere monumentali dell’artista piemontese che lavora chiuso nel suo studio di Barriera di Milano, un totale di 10 statue, 5 esposte nella piazzetta Reale e 5 nelle sale dei Musei, è nel segno del tatuaggio, fil rouge della rassegna. «Il tatuaggio è il segno tribale metropolitano contemporaneo» afferma l’artista. Tatuato non è solo Fedez ma anche la “Venere italica”, riproduzione della Venere del Canova, decorata con motivi giapponesi; tatuato è il Laocoonte e tatuata è Psiche, con simboli delle donne medio orientali usati nel giorno delle nozze. Non è tatuato invece “Souvenir Pietà”, l’opera in marmo bianco esposta nella Cappella della Sindone in cui è rappresentato solo il Cristo senza Madre, un’opera che ha segnato per Viale l’inizio di una brillante carriera: «Ero stato a Roma per vedere la Pietà di Michelangelo, ma non ho potuto farlo perché era coperta da un telo. Allora ho immaginato di essere un vandalo, di strapparne una parte, ho strappato il Cristo dalla Madre. Poi ho scolpito la Madre e le ho messo in grembo un Cristo nero. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo». In più, “Souvenir Pietà” gli ha fatto vacillare la sua fede atea. «Non sono credente – premette -, ma quando ho fatto questa statua è successo un fatto strano. L’avevo appena completata e di notte le è crollato sopra un armadio. Una volta sollevato l’armadio, la statua era intatta. Mi sono venuti i brividi».

A proposito di Psiche, invece, «Volerà via con Amore – anticipano i curatori -.Ce l’ha richiesta Sgarbi per un’altra importante mostra al Mart di Rovereto». Ma, assicurano «a Torino ci saranno altre sorprese: a dicembre ci sarà un secondo capitolo della mostra.

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