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Fedeli nei secoli

La ‘ministra dell’istruzione con la terza media’ Valeria Fedeli era ospite di Porro l’altro ieri a “Quarta Repubblica” (Rete 4). Da buon anticomunista scaltro, Porro usa uno dei metodi di sputtanamento dell’avversario più cari ai conduttori di sinistra, fin dai tempi di Santoro: invitare ai loro talk show un esponente di destra per fingere di essere equidistanti, ma sceglierlo fra gli impresentabili, in modo che metta involontariamente alla berlina se stesso e la sua parte. È quello che è successo alla Fedeli chez Porrò. La compagna Valeria, lo sapete, ama per i capelli il colore rosso-choc perché a sinistra (vedi Boccassini e Gruber) quello choc fa chic. E ama anche la natura, nonostante quello che le ha fatto, cioè darle un look da bulldog imparruccato che esercita sugli uomini lo stesso sex appeal di Tina Pica in bigodini. Non a caso la Fedeli è l’apostola della diffusione nelle scuole medie della teoria gender, quella che non vede nessuna differenza fra maschio e femmina . Una così non poteva che finire fra le femministe più arrabbiate, quelle che ce l’hanno coi maschi “a prescindere” perché da loro snobbate fin da piccole (ecco spiegato lo choc chic). La Fedeli, contro il maschilismo di Berlusconi, ha fondato il movimento “se non ora quando” ma tutti i maschi le rispondevano “meglio quando”. Per lo stesso motivo non può aderire al “me too”. Però sull’assassinio della pakistana Saman ha le idee chiare: “L’islam non c’entra – ha detto – la colpa è degli uomini che uccidono le donne”. Un normale femminicidio, insomma. Poteva capitare a qualunque donna, ovunque. Capito perché Porro invita quelle come lei a rappresentare la sinistra?

collino@cronacaqui.it

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