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ADDIO CON IL SORRISO

Fede (settima) lascia e svela il suo amore: «Futuro? Con Matteo»

Il suo ultimo ballo e lei ha scelto il vestito migliore, ché tanto non aveva bisogno di trovare il principe azzurro, Matteo era ad aspettarla a bordo vasca. Federica Pellegrini chiude la sua vita olimpica, almeno quella dei 200 stile perché da qui a domenica avrà ancora la 4×100 mista da disputare. Settima, decisamente lontana da Ariarne Titmus, che in tre giorni ha già più ori olimpici della Divina. E felice perché non poteva trovare modo più bello per dire addio.

Il pubblico italiano la potrà ancora salutare a fine agosto, il 26 e 27 nella piscina Scandone di Napoli per la tappa nostrana della ISL. Ma a Tokyo si è chiusa un’era per il nuoto nostrano e dobbiamo sperare che Benedetta Pilato riallacci in fretta il filo con l’agonismo, è l’unica che possa raccoglierne l’eredità.

Lei però adesso sorride, come non ha mai fatto così apertamente nemmeno quando ha vinto qualcosa di importante. Sorride pensando a quello che sarà, ad una vita profondamente diversa, forse da dirigente sportiva e molto meno da allenatrice perché riconosce di essere decisamente dura per farsi sopportare da un’atleta. Ha nuotato il suo miglior crono dell’anno, non è bastato, va bene così anche perché intanto la Titmus non ha demolito il suo record del mondo e almeno quello le resterà ancora per un po’.

Ad Atene nel 2004 la Fede è entrata in vasca da ragazzina, oggi ne esce da regina. Anche quando ringrazia chi l’ha accompagnata nel tempo: «Questo è stato un bel viaggio, me la sono goduta dall’inizio alla fine. Tra pochi giorni compirò 33 anni (il 5 agosto, ndr), è il momento più giusto, ringrazio tutti quelli che mi hanno tifato e si sono svegliati di notte per seguirmi dall’Italia. Di solito non entro sorridendo e non esco sorridendo dalla vasca ma questa volta è stato tutto bello, anche mentre nuotavo non si vedeva ma sorridevo. A questo sport io ho dato e ricevuto tutto quello che potevo». E ora? «Ho tantissime cose da fare».

Compresa la vita con il suo amore, Matteo Giunta«Se non ci fosse stato, probabilmente avrei smesso qualche anno fa. Matteo è stato un grandissimo allenatore e un compagno di vita speciale, spero lo sarà anche in futuro. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo Era il segreto di Pulcinella, abbiamo mantenuto sempre le distanze perché abbiamo due ruoli ben definiti ed era giusto così. Fin qui è stato un bel compagno di vita».

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