Sergio Marchionne
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Lettera aperta

Fca, Appendino e Chiamparino a Marchionni: “Preoccupati per il futuro di Mirafiori”

Sindaco e governatore chiedono un incontro all’ad del gruppo all’indomani del vertice tra istituzioni e sindacati sul futuro degli stabilimenti e dei centri di ricerca del gruppo a Torino e in Piemonte

Un incontro da fare “al più presto, in tempo utile perché le nostre preoccupazioni e i suggerimenti che pensiamo di poter dare possano essere presi in considerazione in vista della presentazione del nuovo piano industriale del gruppo che dovrebbe avvenire a inizio giugno”. E la richiesta contenuta nella lettera che il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino, Chiara Appendino, hanno scritto all’ID di Fca, Sergio Marchionne, all’indomani dell’incontro tra istituzioni locali e sindacati sul futuro degli stabilimenti e dei centri di ricerca del gruppo a Torino e in Piemonte.

Nel corso di quell’incontro è emersa infatti  una forte preoccupazione sul futuro degli stabilimenti piemontesi di Fca e dei 20.000 dipendenti. I timori riguardano soprattutto Mirafiori, dove a fine anno scadranno gli ammortizzatori sociali per i 3.700 lavoratori delle carrozzerie. Un problema che interessa anche migliaia di lavoratori dell’indotto di Fca.

CHIAMPARINO: TORINO RAFFORZI PRODUZIONE
“Il nostro obiettivo – spiega Chiamparino – è che Torino, oltre a mantenere le produzioni manifatturiere, rafforzi la vocazione di headquarter ingegneristico di Fca”. “Sappiamo che l’automotive a Torino non è solo Fca ma la sperimentazione e la ricerca del gruppo nel campo dell’ibrido e dell’elettrico possono dare forza a tutto il comparto”. “Come istituzioni abbiamo l’obbligo di vigilare e di supportare un settore strategico per la città”, affermano il vicesindaco Guido Montanari e l’assessore comunale Alberto Sacco.

BASSO (UILM): POSITIVO INTERESSE ISTITUZIONI
“Non si può aspettare il primo giugno, è necessario programmare prima dei ‘ponti’ in attesa dei nuovi modelli che arriveranno solo a 2019 avanzato. E per fare questo non abbiamo molto tempo”, sottolinea Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, mentre per Dario Basso, numero uno della Uilm torinese, “è positivo l’interesse delle istituzioni, ma il tavolo è quello con l’amministratore delegato”. Anche l’Ugl aspetta giugno “senza nascondere un pizzico di apprensione”.

LA FIOM NON E’ D’ACCORDO
Non è d’accordo la Fiom: “occorre capire le intenzioni di Fca prima della presentazione del piano. Le prospettive degli stabilimenti Fca devono essere una priorità per il nuovo governo”, dice il segretario torinese Federico Bellono.

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