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La Madonna col cappotto di pelliccia. Un amore tra Turchia e Berlino

Fazi “scippa “Scritturapura” per lo scrittore morto nel ’48

Un romanzo di oltre settant’anni, di Sabahattin Ali, fa sta facendo scontrare due case editrici

Un romanzo di oltre settant’anni fa sta facendo scontrare due case editrici, o per meglio dire sta riproponendo una sorta di Davide contro Golia. Da un lato la piccola Scritturapura, dall’altro Fazi, di dimensioni e possibilità decisamente maggiori. Il romanzo è “La madonna col cappotto di pelliccia“, opera dello scrittore turco Sabahattin Ali, morto nel 1948. Fazi sostiene che i diritti sulle opere, essendo passati settant’anni dalla morte dell’autore, sono liberi, Scritturapura ribatte di detenerli ancora per tutto il 2018 e annuncia battaglia legale.

LO SCONTRO
Il romanzo in questione è stato scritto nel 1943, ma è stato riscoperto nei giorni delle proteste di piazza Taksim, a Istanbul, come tutta la letteratura turca che va oltre il Nobel Orhan Pamuk. Soprattutto di questi tempi, con il regime di Erdogan e gli intellettuali, scrittori e giornalisti incarcerati e condannati. Scritturapura ha la sua sede ad Asti, è una piccola casa editrice indipendente che ha saputo, nel tempo, costituire un catalogo attento alle voci europee meno scontate. E quasi cinque anni fa ha deciso di portare in Italia anche il romanzo di Sabahattin Ali, nella traduzione di Rosita D’Amora. Nei giorni scorsi, però, l’editore Fazi ha annunciato una propria edizione del romanzo, con uscita ad aprile. Ossia esattamente a settant’anni dalla morte di Ali, ucciso il 2 aprile 1948. Scritturapura ha ribadito che detiene i diritti in esclusiva e che la validità si estende a tutto l’anno della morte, dunque «Fazi potrà pubblicarlo solo nel 2019» fanno presente dall’editrice astigiana. Da Fazi, tramite le agenzie di stampa, dicono che «non se ne trova una copia in giro e i liberi sono fatti per essere letti, non nascosti». Parole che lasciano perplessi i librai. «Noi lo vendiamo tranquillamente, ecco è qui in negozio» dicono per esempio dalla Gulliver di via Boston.

LA REPLICA
«Arroganza e malafede» è la risposta di Scritturapura. «La scorsa primavera – spiegano dalla casa editrice astigiana -ci avevano chiesto i diritti per poter pubblicare nel 2017. Noi avevamo già rifiutato la richiesta di Mondadori, non essendo un editore indipendente e quindi contrario alla nostra filosofia editoriale». Con Fazi sembra invece possibile un accordo, sulla base di 3mila euro per una coedizione coi marchi di entrambi gli editori. «Poi però non se ne era fatto nulla perché l’accordo prevedeva anche il consenso dell’agente turco, proprietario dei diritti, che non ci fu. Fazi non era disposto a sborsare più di 3mila euro. Quindi ci salutammo dicendoci amici come prima, noi ci tenevamo i diritti e loro dovevano aspettare fino al 2019».

ROMANZO D’AMORE
Ma cos’ha di tanto dirompente questo romanzo, che parla d’amore e che anzi costò al suo autore l’accusa di aver voluto fare un libro poco impegnato politicamente, decisamente più leggero? Per molti è il simbolo dei giovani che si ribellano al regime. Il protagonista è il giovane Raif, che negli anni 20 abbandona il suo lavoro e parte per Berlino. Visita musei, studia il tedesco, legge i grandi della letteratura russa. Una sera si ferma davanti al dipinto di una giovane donna vestita con un cappotto di pelliccia. Come stregato, torna spesso alla galleria d’arte a vedere il quadro. Finché una notte, rincasando, trova la sua fantasia in carne e ossa in strada, vicino a lui. E’ la stessa donna del dipinto. Si chiama Maria. La segue nel locale notturno in cui lavora. Sconvolto, spaventato persino. E allo stesso tempo rincuorato, felice. È l’inizio di una vita nuova. O solo di un sogno. Cui segue l’amarezza, con il ritorno in Turchia, per la morte del padre e «non avevo alcun motivo per provare nei confronti di mio padre un sincero sentimento d’amore», sempre vagheggiando di un «posto nei pressi di Havran» dove avrebbe fatto costruire una villa per loro.

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