Italy's Covid-19 Green Pass For Post-Vaccine Travel
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Favorisca i documenti, prego

La Confesercenti di Biella in un manifesto esprime la propria posizione sul Green Pass. Quando diventerà obbligatorio per accedere ai pubblici esercizi, il governo, temendo che qualche furbetto ne esibisca uno non suo, vuole che gli esercenti controllino i documenti di chi lo esibisce, trasformandoli di fatto in poliziotti. È quello che la Fiepet biellese rifiuta. Il manifesto dice al punto 4: a ognuno il suo, i pizzaioli non controllano documenti, le forze dell’ordine non cuociono pizze. In teoria dovrebbe essere così. Purtroppo esistono molti precedenti di controlli polizieschi affidati ai privati. In tutti gli alberghi, per cominciare. Anche nei bordelli, dove era vietato andare prima dei 18 anni, le maîtresses, contro il loro interesse, controllavano i documenti ai pivelli per paura delle multe. Lo stesso facevano le cassiere dei cinema dove si proiettavano film vietati ai minori. Allo stadio è addirittura peggio: da quando esiste la tessera del tifoso (una tavanata che non ha neanche la giustificazione salutista del green pass) e i biglietti sono nominativi, gli steward chiedono i documenti a tutti e fanno palpate e ravanate di borsette che neanche la Gestapo. D’altra parte gli stessi pizzaioli, se facessero una promozione tipo “pizza gratis agli over ‘70” alla festa dei nonni, davanti a eventuali furbetti dall’aspetto giovanile chiederebbero i documenti. Insomma è brutto, ma si è sempre fatto. Trovo solo esagerato l’accanimento del governo contro gli osti. Continuano le movide, si festeggiano gli europei, si affollano le spiagge, si riaprono le scuole in presenza, si riempiono tram e treni, torna il pubblico allo stadio… Solo in piòla ci si contagia?

collino@cronacaqui.it

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