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Cronaca
IL CASO

Fatima, un laser per risolvere il giallo

Sopralluogo in via Milano per realizzare una ricostruzione in 3D. La Scientifica reperta tracce biologiche

Tracce di sudore, goccioline di saliva, forse di lacrime. Materiale prezioso da cui estrapolare i dna delle persone che, la sera dell’omicidio della piccola Fatima, occupavano l’appartamento del quinto piano di via Milano 18. La casa in cui viveva Mohssine Azhar, il 32enne marocchino ora in carcere accusato dagli inquirenti di avere buttato giù dal balcone la figlioletta, di soli tre anni, della sua fidanzata, Lucia Chinelli, residente nello stesso stabile al quarto piano.

Ieri mattina gli agenti della scientifica – con tute e calzari bianchi – hanno raccolto residui biologici all’interno della mansarda del quinto piano e sul ballatoio. Elementi che saranno importanti per capire chi c’era sul luogo del delitto al momento del fatto. E per scoprire chi finora ha detto la verità e chi ha mentito. Gli accertamenti tecnici sono stati ordinati dalla pm Valentina Sellaroli, che ieri mattina ha varcato la soglia della palazzina in zona Porta palazzo con il capo della squadra mobile, Luigi Mitola, il medico legale Roberto Testi, gli avvocati Alessandro Sena (difesa Azhar), Silvia Lorenzino (per Lucia Chinelli) e Stefania Rullo (nominata dal padre naturale della vittima).

I legali sono stati chiamati dalla procura perché gli accertamenti di ieri sono irripetibili. Oltre a repertare le tracce biologiche, la scientifica ha sondato tutti i luoghi coinvolti dalla tragedia – cortile, interno della casa e ballatoio – con strumenti laser. L’obiettivo è ricostruire in 3D gli ambienti, e, insieme ad altri dati, come il video degli ultimi istanti della caduta della piccola Fatima, effettuare una ricostruzione virtuale e precisa del “volo” della bambina e delle azioni effettuate da indagato e testimoni nella fase precedente il presunto lancio o la presunta caduta della vittima.

Molti elementi di prova erano stati già “cristallizzati” nell’immediatezza della tragedia dalla polizia, in particolare le tracce di sangue, fotografate e prelevate dalla Scientifica subito dopo la caduta. Il ballatoio è un luogo esposto agli agenti atmosferici ed era stato analizzato subito, visto che pioggia o altre intemperie avrebbero potuto cancellare tracce preziose. Ieri il sopralluogo – in cui è stato usato il luminol – è stato effettuato sia all’esterno che all’interno dell’abitazione dell’indagato, con due obiettivi principali: verificare le tesi esposte dai testimoni e dall’indagato finora, e ricercare elementi utili per comprendere se la bambina quella sera, cadde durante il gioco del “vola vola” come sostiene Azhar, o se invece venne “lanciata”.

Per verificare quest’ultimo aspetto la procura ordinerà una consulenza tecnica, che sarà svolta da un ingegnere, con l’obiettivo di analizzare la traiettoria del volo della piccola. La morte di Fatima ha scosso i residenti. In pochi parlano. La panettiera che si trova al piano terra della palazzina dice: «Siamo tutti sconvolti. Abbiamo messo la nostra dipendente in ferie dopo quello che è successo perché era disperata». Anche ieri, per terra, campeggiavano mazzi di fiori in ricordo della bambina. Rose e margherite bianche, fiori lilla e mazzi di mughetto. Nei prossimi giorni sarà fissato il funerale. Ieri mattina è stato dato il nulla osta dalla procura.

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