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DOPO IL VOTO

Fatima, consigliera con il velo: “Il razzismo non mi fermerà”

Ventisei anni, laureanda in Farmacia, è stata eletta nelle liste del Pd

Quando il Partito Democratico aveva annunciato la sua candidatura, per Fatima Chkeir sono iniziati i problemi. Perché nonostante siamo nel 2017, alcuni non hanno visto di buon occhio la sua presentazione tramite i canali social e i “santini” di quella ragazza di 26 anni, nata a Catania da genitori libanesi, con a fianco il simbolo del Pd e le frasi di rito: «Il prossimo 11 giugno vota Fatima».

E di lì in poi, una pioggia di critiche e di commenti razzisti sulla pagina Facebook del Pd di Grugliasco, in quella della candidatura a sindaco di Roberto Montà e persino in quella personale della laureanda in farmacia, professione dei suoi genitori, entrambi laureatisi a Catania prima di trasferirsi per lavoro a Grugliasco alla fine degli anni ’90.

Ma lei, a quegli attacchi razzisti, contro i musulmani, ha risposto con i fatti. Anzi, con i numeri. Perché alla sua prima esperienza in politica, non solo ha ottenuto 149 voti ma soprattutto entrerà in consiglio comunale. E lo farà con il velo, come le impone la sua religione. Che non ha mai rinnegato e mai lo farà. Come non lo hanno mai fatto i suoi genitori, molto conosciuti in città.

«Siamo musulmani, questa è la nostra fede. E non credo ci debbano essere problemi di alcun genere », spiega Fatima, che vuole tornare sugli attacchi subiti nelle scorse settimane. «È vero, ho ricevuto tanti messaggi denigratori, nonostante io cercassi il dialogo con tutti. È anche vero che tanti cittadini mi hanno contattata per prendere le distanze, per capire, per cercare il confronto». Fatima, da tempo fidanzata con Nizar, non vede l’ora di iniziare questa nuova avventura: «Mi batterò per le istanze di tutti i cittadini di Grugliasco, in particolare per quelli del Gerbido, dove io risiedo. Qui in tanti mi hanno votato e mi hanno spronato a non mollare neanche in quei giorni concitati. In questi cinque anni vorrei occuparmi in particolar modo di integrazione, ma anche dei problemi di tutti i giorni. Se sarò emozionata? Assolutamente sì».

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