Fate ripartire i grandi cantieri

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Facciamo ripartire i grandi cantieri. Non solo quelli, in vergognoso ritardo, sulle autostrade che costringono a code e ritardi infiniti. E finiscono per dare il colpo di grazia al turismo. Ci sono l’autostrada Asti-Cuneo, ferma da una vita, la Pedemontana e la Torino-Lione che continua a restare tra color che son sospesi (Inferno, canto II) per il rifiuto pentastellato e, da ieri, anche per la presa di posizione del neo sindaco di Lione. Il Piemonte ha bisogno come il pane di questi cantieri, e non solo perché possono dare ossigeno all’occupazione e levare dal letargo imprese che stanno morendo, ma anche per la necessità di collegamenti che il nostro territorio invoca da decenni ad una politica miope e sorda. Ora, a forza di ascoltare solo chiacchiere e promesse, si sta consumando l’ultimo diaframma della dialettica politica. Insomma si è persa la pazienza. E così adesso la Regione fa quadrato sulle grandi opere, sollecitando al Governo la nomina dei commissari per l’autostrada AstiCuneo, la Pedemontana e la Torino-Lione con un documento che domani il governatore Alberto Cirio chiederà di firmare a oltre trenta associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali e cooperative. Insomma c’è bisogno di regole e poteri speciali per poter realizzare le opere in tempi immediati. Faccenda assai semplice se si adottasse il “modello Genova” che ha dimostrato efficienza, rispetto dei tempi di costruzione oltre al fatto che l’Italia possa sopravvivere solo tagliando i lacci della burocrazia. Il Covid almeno una cosa avrebbe dovuto insegnarla: senza le grandi opere la nostra economia rischia di fare bancarotta.

fossati@cronacaqui.it

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