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L’INCHIESTA. Il Plaquénil è usato anche per curare l’artrite

Il farmaco anti-Covid è introvabile a Torino: «Hanno fatto incetta»

Senza una ricetta specifica contro il coronavirus chi soffre di altre patologie aspetta da settimane

In molti, ormai da qualche settimana, lo definiscono «il ritardatario cronico» e qualcuno non nasconde la propria impressione sul perché lo sia. «Qualche imbecille deve aver pensato di farne scorta o farselo prescrivere per tenerlo a casa nell’eventualità di contrarre il coronavirus. Non riesco a rifornirmene e avrò sette pazienti in lista d’attesa. Se aggiungo anche lei, non se ne riparla prima di un mese», si sfoga un farmacista di San Secondo.

E il “ricercato numero uno” non è altro che il Plaquénil o il suo generico a base di idrossiclorichina, usato fino all’altro ieri per la malaria, poi, per l’artrite reumatoide e altre patologie. Oggi per contrastare anche l’infezione da Covid, fin dal manifestarsi dei primi sintomi, su prescrizione del medico curante o dell’ospedale con una ricetta specifica. Trovarlo, in questo caso, sembra già più facile perché su un campione di cento farmacie a Torino, sebbene il 45% risponda di non averne scorte, quasi tutti garantiscono di poterlo procurare entro 24 o 36 ore al massimo attraverso l’Asl.

Ma chi fosse in terapia per altre ragioni, dovrebbe accontentarsi di uno scarso 14% di disponibilità, «una o due scatole al massimo», come conferma chi ne ha in magazzino qualche confezione. «Lo ordiniamo ogni, giorno, ma dai fornitori abituali non ne riceviamo mai abbastanza».

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