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Cronaca
IL CASO

Farmacia rapinata tre volte: «Nel mirino perché siamo tutte donne»

L’esercizio preso di mira da un bandito: «E la polizia ci ignora»

Hanno subito 4 rapine dall’inizio dell’anno, 3 delle quali nell’ultimo mese e sempre a opera dello stesso bandito. Un uomo che durante l’ultimo colpo non ha esitato a puntare il coltello contro una cliente e a lamentarsi per l’esiguità del bottino.

Non sanno più come difendersi le dottoresse della farmacia del Giglio di via Arnaldo da Brescia. «Quell’uomo ci ha scambiate per un bancomat – racconta esasperata Paola Coggi – Ci ha rapinate due volte ad aprile, il 5 e il 14, e una lunedì. Credo ci abbia preso di mira perché qui lavorano solo donne». Il rapinatore è ancora a piede libero anche perché «nessuno ci protegge. Ogni volta ho sporto denuncia alla polizia ma qui davanti gli agenti non li vediamo mai. L’ultima volta in commissariato mi hanno risposto che avrei dovuto dargli solo 50 euro, come se fosse colpa mia». Il bottino in realtà non è che sia mai stato molto più abbondante. «Parliamo di qualche centinaio di euro a rapina, non di più». Abbastanza però per convincere il bandito a tornare sempre a colpire nello stesso posto: «Ogni volta ha il viso coperto da occhiali da sole e mascherina, ma non abbiamo dubbi che sia sempre lui. Non si cambia mai neanche i vestiti». Il modus operandi è sempre lo stesso: «Entra in negozio anche se ci sono clienti, ma solo se pure loro sono donne. È sempre armato di coltello e l’ultima volta l’ha puntato proprio contro una cliente per convincerci ad aprire la cassa». In un’occasione la farmacista, aiutata anche da alcuni giovani del quartiere, ha provato a inseguirlo ma l’uomo è riuscito a dileguarsi a piedi in direzione di corso Unione Sovietica. Probabilmente un “professionista”: «Confrontandomi con i colleghi, ho scoperto che sempre lui dovrebbe aver rapinato un’altra farmacia in via Bardonecchia». All’apparenza però non pare essere un tossico in cerca di soldi facili per comprarsi la dose anche se si tratta di una ipotesi da non escludere: «Qui in zona lo spaccio è molto aumentato – spiega infatti la dottoressa – e anche per questo da un mese ho smesso di vendere siringhe». Una precauzione che per ora si è rivelata inutile. Così come si sono rivelate inutili le telecamere di videosorveglianza e le denunce alla polizia: «Si lamentano che non hanno mezzi e uomini. Eppure – conclude amaramente la farmacista – l’altro giorno in piazza per Eurovision ho visto 6 volanti. A proteggere noi invece non c’è mai nessuno».

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